NON BUTTIAMOCI GIÙ: APPESI AD UN FILO DI AMICIZIA

Martin, Maureen, Jess e JJ sono i protagonisti che conducono il romanzo di Nick Hornby in prima persona. Il percorso dal tentativo di suicidio alla volontà di sopravvivere per poi finalmente desiderare la vita è tortuoso, ricco di contraddizioni e di incertezze. Fortunatamente i quattro non sono soli, ma scelgono di affrontare questo capitolo della loro vita insieme.

Nick Hornby è un celebre romanziere inglese che raggiunge la fama a trentacinque anni con il libro autobiografico «Febbre a 90°», questo come tante altre sue opere vengono tratti dei film per la cui realizzazione lo scrittore partecipa. Nel 2005, l’autore scrive «Non buttiamoci giù» da cui Pascal Chaumeil nel 2014 ha adattato l’omonimo film apportando però numerose modifiche.

Il romanzo Non buttiamoci giù è frutto di quattro diari che si intrecciano, in cui ciascun personaggio racconta la propria esperienza di vita e quello che prova a fronte delle situazioni che vive. Leggendo è possibile entrare nella mente dei personaggi, leggere il mondo attraverso i loro occhi e le loro percezioni. Hornby scrive tutto il suo libro in prima persona, poiché lascia i suoi personaggi parlare. Adotta un tono ironico ed un linguaggio colloquiale e semplice, con battute esilaranti e momenti di grande commozione. Quasi sicuramente è un libro che o lo si ama o lo si odia.

Il racconto si apre con una scena anomala: è Capodanno, quattro persone sconosciute fra di loro, e con vite totalmente differenti, hanno però una cosa in comune: sono tutte e quattro aspiranti suicidi. S’incontrano casualmente sul tetto del «palazzo dei suicidi» di Londra a mezzanotte. Martin è un ex conduttore televisivo che si è giocato la carriera e la famiglia per essersi lasciato tentare da una quindicenne. Maureen è una madre single di mezza età che ha dedicato tutta la sua vita al figlio disabile, Matty. Jess ha diciotto anni ed è una ragazza sfacciata, senza peli sulla lingua, maleducata ma figlia del Viceministro dell’Educazione. Infine, JJ è un giovane musicista newyorkese fallito, obbligato a vendere pizze a Londra. La storia nasce da questo incontro, i quattro si scambiano le proprie motivazioni all’atto fatale che stavano per compiere ed insieme arrivano alla conclusione che il suicidio di gruppo è troppo difficile da portare avanti. Quindi, decidono di prendersi una pausa di riflessione fino al 14 febbraio per capire se il suicidio sia veramente la soluzione ai loro problemi. In questo periodo diventano amici e grazie alla loro diversità interagiscono tra di loro straordinariamente.

L’amicizia tra Martin, Maureen, Jess e JJ nasce dalla volontà di porre fine alla propria esistenza e, incredibilmente, da questa origine insolita, passano all’impellenza di prendersi cura l’uno dell’altro. Non vi dirò se rinunceranno mai al suicidio, ma, come avrete intuito, sicuramente ognuno dei quattro avrà almeno tre buoni motivi per rimandare l’appuntamento fatale.

Elena Gandolfo