LA VITA BUGIARDA DEGLI ADULTI

Crescere per diventare cosa? Per assomigliare a chi? È questa la domanda alla quale Elena Ferrante cerca di dare una risposta nel nuovo e attesissimo romanzo La vita bugiarda degli adulti.

Per questa nuova sfida, forse la più difficile per la scrittrice dopo il grande successo de L’amica geniale, ci troviamo di nuovo a Napoli e di nuovo ci immergiamo nei pensieri di una bambina quasi adolescente. Ma questa volta è tutto diverso. Siamo nella Napoli borghese «al Rione Alto, in cima a San Giacomo dei Capri», in una casa dove Giovanna fino ai 12 anni ha vissuto circondata dall’amore dei genitori, entrambi professori di liceo. Ma tutto si sgretola un giorno, quando origlia dalla camera il padre che afferma che Giovanna è destinata a diventare molto brutta, brutta come sua sorella Vittoria.

Parole che innescano nell’ancora bambina infinite domande che riconducono tutte ad una: chi è Vittoria? E perché non ha mai sentito parlare di lei? Vittoria è la zitella che fa i servizi in casa dei “signori”, quella che non si è emancipata e che con il fratello ha tagliato tutti i ponti, che vive ancora nella povera casa della Zona Industriale, amando un uomo non suo, morto da anni.

Dopo l’incontro tra le due, Giovanna inizia il suo processo di ribellione ai genitori. Conosce un nuovo lato di Napoli che non le era mai stato raccontato, diverso da quello borghese della sua infanzia, ma che si accorge non essere così male. Scopre che gli adulti mentono tutti e che la vita non è facile come le era stata raccontata.

È un romanzo di formazione, un viaggio all‘interno del “garbuglio” di sentimenti contrastanti, che accompagneranno Giovanna fino ai sedici anni e all’ingresso nell’età adulta. È un’educazione sentimentale, che richiama la letteratura di Gustave Flaubert, un autore molto caro alla scrittrice. È proprio Elena Ferrante che riporta, in diversi suoi racconti, come l’avesse colpita Madame Bovary e in particolare il momento in cui Emma pensa della figlia Berthe: “Strano, com’è brutta questa bambina!”.

Sulla scia del successo mondiale dell’adattamento targato RAI ed HBO de L’amica Geniale, questa volta è Netflix a prendere il timone annunciando la produzione di una serie basata proprio su La vita bugiarda degli adulti.

Finito il libro, ho aspettato qualche giorno prima di esprimere un giudizio a riguardo. Mi è sembrato di essere uno spettatore di troppo in un racconto estremamente personale, ma allo stesso tempo familiare per ognuno di noi. Quelle di Elena Ferrante sono storie di tutti e di nessuno, perché attraverso un percorso di maturazione adolescenziale riesce a trattare di tematiche globali come il riscatto, l’emarginazione sociale, la fragilità, lo sporco delle periferie, il femminismo, il patriarcato in crisi, la società dei consumi. Forse è proprio questa la sua firma: nonostante porti con sé il mistero della sua identità, nelle sue parole la si riconosce benissimo.

Irene Viola