DOVREMMO ESSERE TUTTI FEMMINISTI

Il termine femminismo, coniato nell’Ottocento in seguito ai primi movimenti per il diritto di voto e la parità di genere, porta con sé un universo di significati che troppo spesso vengono percepiti in maniera negativa.

 «Femminista: una persona che crede nell’uguaglianza sociale, politica ed economica dei sessi». È questa la definizione che l’autrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie riporta nel suo testo Dovremmo essere tutti femministi, adattamento di ciò che emerse durante una conferenza alla quale partecipò nel 2012. Queste parole, insieme soprattutto ad altre sue considerazioni, riecheggiano nella cultura popolare di oggi anche grazie al brano della cantante americana Beyoncé “Flawless”, divenuto un vero e proprio manifesto per le nuove generazioni e con il quale ci si vuole allontanare da alcuni preconcetti nei confronti delle femministe.

Attraverso il racconto di episodi della sua vita e riflessioni su diverse tematiche, l’autrice riesce ad argomentare cosa vuol dire essere donna nella società odierna, spesso ancora impostata secondo modelli prettamente maschili. La diversa attenzione che si investe nell’educazione di ragazzi e ragazze genera infatti aspettative sociali che minano la libertà dell’individuo, così un ragazzo non si sentirà mai a proprio agio nel mostrarsi vulnerabile e una ragazza farà fatica a credere nelle proprie capacità. Uno degli aspetti che affronta con maggior insistenza è proprio legato alle conseguenze che atteggiamenti del genere portano con sé. Una bambina si rende conto sin dalla tenera età dell’esistenza di privilegi riservati ai suoi compagni, una ragazza sa che il modo in cui veste è importante se vuole essere ascoltata e una giovane donna teme che non sposandosi non verrà mai considerata rispettabile.

Chimamanda ci propone di  «sognare e progettare un mondo diverso». Negli ultimi anni manifestazioni come Women’s In March hanno portato alla luce la questione ma per far sì che avvenga un effettivo cambiamento è necessario che la totalità della popolazione, donne e uomini inclusi, sia coinvolta e che il termine femminista non si associ più a dei pregiudizi ma che venga anzi rivendicato da quante più persone possibili.

Dovremmo essere tutti femministi vuole essere proprio questo, un invito a chiederci se, nonostante il progresso e i traguardi raggiunti, possiamo davvero mettere da parte la questione, se il problema esiste ancora e come andrebbe risolto. Femminista è colui che se ne rende conto e agisce di conseguenza, con un’azione comune per far sì che tutti coloro che fanno parte della società vivano nel rispetto dei diritti umani, propri e degli altri.

Chiara Monselice