MODA E CREATIVITÀ DAL BASSO: LA RISPOSTA DEL FAST FASHION ALLE SFIDE DEL LOCKDOWN

Bozzetti da completare di scarpe, pantaloni, calze e abiti. Ecco cosa appare maggiormente nelle Instagram stories di alcune delle maggiori case di moda fast fashion della grande distribuzione. È possibile dare una spiegazione a queste storie solamente entrando nell’ottica della filiera produttiva di una casa di moda.

Il lockdown, si sa, ha fermato un po’ tutti, e ha posto gli imprenditori di fronte a una nuova sfida: riuscire a ri-configurare la loro attività per venire incontro alle esigenze sociali attuali ma anche per conseguire risultati economici.

Il settore fast fashion è riuscito a superare questa sfida utilizzando una delle strategie che meglio si inseriscono nel contesto lavorativo collaborativo contemporaneo: la creatività dal basso. Nel momento in cui la possibilità di riunioni e sperimentazioni riguardanti l’avvio delle nuove collezioni è stata preclusa, la soluzione meno costosa e più veloce da adottare non è stata altro che quella di coinvolgere gli utenti, tramite i social, nella creazione dei nuovi prodotti.

I brand italiani che hanno attuato questa strategia sono stati Calzedonia e Tezenis, che hanno postato sui loro profili Instagram delle stories contenenti dei bozzetti pronti per essere completati. Gli utenti non dovevano far altro che fare uno screenshot alla storia e aggiungere gli elementi che preferivano al bozzetto: linee, forme, colori, disegni. Infine, ad opera terminata, bastava solo ri-condividere lo screenshot modificato e taggare il profilo dell’azienda.

Questa semplice operazione ha permesso ai brand di ottenere idee e proposte da parte dei clienti stessi, nonché di avere un riflesso chiaro di quali sono i gusti più comuni del momento. Tutto il materiale raccolto dai gestori dei profili di queste grandi aziende sarà dunque fondamentale nel momento in cui si andrà effettivamente a lavorare sulla collezione.

L’idea di questi brand risulta dunque un perfetto punto di incontro fra necessità economiche (e lavorative) ed esigenze sociali, come anche fra designer e utenti.

Greta Farinella