ALLA RISCOPERTA DELLE EMOZIONI: “IO ESCO CON LA FANTASIA”

Mai come in questo periodo le nostre giornate scorrono lente, all’insegna di un unico filo conduttore: restare a casa. Ed è proprio su questo appello ricorrente che ha puntato la campagna “Io esco con la fantasia”, promossa dal gruppo Mondadori. La suddetta campagna mostra, all’interno di uno spot muto con sottofondo musicale, un susseguirsi di immagini e testo volti a stimolare la chiusura in casa, in linea con le direttive governative.

La strategia comunicativa perseguita è peculiare e punta sulle emozioni. Il brand focalizza l’attenzione sulle opportunità che questo momento così complesso possa offrire: l’opportunità di accrescere le proprie competenze personali, la propria persona, di stare in famiglia, l’opportunità di focalizzarsi sulle piccole cose della vita. Si tratta di proporre una visione positiva del futuro, qualcosa che possa alleviare dalle difficoltà e dalle sofferenze che questo momento sta portando con sè, in contrasto rispetto al bombardamento mediatico quotidiano al quale siamo sottoposti, proponendo anche, a mio avviso, un’interessante parallelo psicologico tra “ciò che si era prima” (vita frenetica, stress, lavoro, poco tempo per la famiglia e per sè stessi- qui un interessante articolo al riguardo https://www.psicologo-a-milano.net/articoli/stress-quotidiano-e-vita-moderna-come-combatterlo-efficacemente) e “ciò che si vuole diventare dopo”.

La quarantena diviene quindi una muraglia ideologica di demarcazione tra “prima” e “dopo”, stimolando l’individuo a riflettere, ponendosi l’obbiettivo di divenire persone e cittadini migliori. Tutto ciò in maniera estremamente essenziale: musica, immagini, testo fusi in 30 secondi di spot. Molto semplice. Estremamente evocativo.

L’idea del brand è quella di dimostrare che, pur restando a casa, si possano vivere centinaia di esperienze differenti, trattando un argomento così pesante in questo momento in maniera estremamente delicata ed empatica. Ed è proprio l’empatia che rende questo spot così motivante: l’individuo, anche se per pochi secondi, entra all’interno di un’atmosfera positiva, stimolante. Un respiro d’aria fresca all’interno di mura divenute difficili da sostenere.

In questo momento di emergenza sanitaria numerosi brand hanno puntato, come strategia competitiva, sulle emozioni: la differenza con Mondadori consiste nel fatto che quest’ultimo si sia focalizzato su valori specifici e non generalizzati. La maggior parte dei brand ha infatti impostato i propri spot sull’hashtag caratteristico di questo periodo (#lontani ma vicini). Mondadori ha invece puntato sulla riscoperta di valori ormai perduti, sulla volontà di rinascere dopo le intemperie.

La cura del brand nei confronti delle persone consiste proprio in questo: nel supporto e nella prospettiva di un domani migliore, meno cupo e superficiale. A mio avviso, infatti, in questo momento c’è una sola emozione che possa motivare l’individuo: la speranza. La speranza di una luce in fondo al tunnel, di una vita più serena, una riscoperta dei piccoli gesti e delle priorità.

Mai come oggi ci siamo trovati a riflettere sul senso del tempo e dei nostri giorni, uno scorrere divenuto insopportabile se non con qualche ventata di positività: nella speranza che presto, al di là di quelle finestre ormai percepite come “un ermo colle” leopardiano, potremo tornare di nuovo respirare.

Martina Allegri