DALL’ANONIMATO AL SUCCESSO PLANETARIO: IL FENOMENO CASA DE PAPEL

Madrid. Zecca di Stato. 8 rapinatori con una tuta rossa, coperti da una maschera che raffigura il volto di Salvador Dalì sono pronti per il colpo che di lì a poco, avrebbe stregato completamente la platea di Netflix e che avrebbe trasformato La casa de Papel in un fenomeno globale e in una delle serie televisive più viste di sempre.

Netflix ancora una volta ha dimostrato di aver compiuto la scelta giusta, acquistando una serie che trasmessa in chiaro su Antena 3, era destinata a cadere nel dimenticatoio. Quando il colosso dello streaming decise di inserirla nel suo catalogo internazionale, cominciò a decollare, gli attori, diventati delle vere e proprie star, hanno raccontato nel documentario “La casa de papel: il fenomeno” che, il numero dei loro followers aumentò vertiginosamente e in un batter d’occhio la serie era sulla bocca di tutti.

I drammi interpersonali dei rapinatori, degli ostaggi e dei sequestratori, le ideologie politiche e la psiche dei personaggi sono raccontati tramite flashback, citazioni filmiche e canzoni cult. La banda è amata dal popolo spagnolo, la sua missione non é rubare ma appropriarsi dei mezzi di produzione del capitalismo, non a caso viene citata la rivolta popolare de la Puerta del Sol a Madrid, nel 2011, dove gli Indignados chiedevano a gran voce più giustizia sociale e il cambiamento del sistema capitalistico, il quale aveva trascinato la Spagna in una grave crisi economica.

Bella Ciao” è l’intramontabile canto popolare italiano associato al movimento partigiano che viene intonato in momenti emblematici della serie, il testo si sposa perfettamente con gli ideali su cui si basa il piano del Professore: “La vita del professore girava intorno a un’unica idea: Resistenza. Suo nonno, che aveva combattuto i fascisti al fianco dei partigiani, gli aveva insegnato questa canzone e lui l’aveva insegnata a noi”.

Il pubblico ha dimostrato di essersi affezionato a Raquel Murillo, la poliziotta con un passato drammatico che dopo aver vissuto una storia d’amore travagliata con il Professore, la mente della rapina, ha deciso di schierarsi con la banda, perché in fondo il vero male é insito nello Stato; non é passata inosservata la sensualità di Tokyo, l’attrice Úrsula Corberó ad oggi vanta 18,1 milioni di followers su Instagram e in molti l’hanno definita «La nuova regina spagnola». La tenerezza di Helsinki, l’innocenza di Río, la risata contagiosa di Denver, la forza di Nairobi e il fascino tenebroso di Berlino sono ingredienti che hanno reso la storia particolarmente avvincente.

Ma i fan avevano un legame con la serie che andava oltre la semplice visione, oltre l’intrattenimento: il volto del famoso pittore spagnolo era nelle piazze di ogni Paese non solo per festeggiare il Carnevale ma anche in occasione di proteste per i diritti sociali, per sollecitare l’importanza della democrazia, dell’ambiente e della donna.

Nel 2019 a Porto Rico in migliaia hanno sfilato chiedendo le dimissioni di Ricardo Rossello, a seguito della diffusione di chat private su Telegram, in cui il governatore usava toni omofobi. Tra la folla spiccavano quattro manifestanti che indossano la tuta rossa e la maschera di Salvador Dalì, una di loro reggeva un cartellone su cui era scritto “Somos la Resistencia”.

La casa de papel non è sicuramente paragonabile a contenuti come Breaking Bad o The Walking Dead ma oltre ad aver convinto il pubblico mainstream, ha rapito anche Stephen King, il quale ha elogiato la trama e ha consigliato di immergersi nelle vicende dei rapinatori. 

È un racconto che funziona, che intriga, gli attori sanno perfettamente di essere diventati un simbolo e come ribadito nel documentario sulla serie, quando su una nave di migranti soccorsi dall’ONG, viene cantato il ritornello di “Bella Ciao” al momento del salvataggio, il cast non può che commuoversi e comprendere di essere diventato qualcosa di veramente grande.

Elena Giovanna Caggia