LO-FI E QUARANTENA: LA VIRALITÀ DEI CONTENUTI CHE PASSA PER LA MUSICA

Con il termine lo-fi si intende un tipo di sintetizzazione musicale a bassa qualità. Anche se il connubio tra queste due parole potrebbe far rabbrividire qualsiasi esperto di musica, la bassa qualità in questo genere è una precisa scelta estetica ed il suo tratto distintivo: il rumore di una vecchia videocassetta, il riavvolgersi di un nastro, la puntina di un giradischi su un LP graffiato, ma anche rumori ambientali, rumori del mare, della pioggia o frasi di vecchi film o discorsi pubblici.

Proprio su questo ultimo elemento stilistico, più precisamente sui discorsi alla nazione del Presidente Conte, si basano le creazioni dell’utente YouTube Shunsuke Nakamura, nome d’arte di un gruppo composto da due giovani artisti, uno dei quali ex studente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore: tra le dolci note di un piano, di un sax, di una batteria dal ritmo hip hop e di un sintetizzatore anni ’80, echeggiano le parole del Premier, senza ironia o storpiature.

In pratica, la musica diventa “meme” con un contento originale e coinvolgente che in poche settimane di quarantena ha permesso di totalizzare 443.988 visualizzazioni al video della durata di circa 31 minuti.

La scena lo-fi arriva dall’estero e, diffusa nel pubblico dei millenials e della generazione Z, permette di raggiungere numeri di ascoltatori impressionanti su Spotify e Youtube. Particolarità del fenomeno è la sua anima underground: nonostante la diffusione della subcultura lo-fi in internet, poco se ne parla sui media mainstream.

Altra grossa particolarità è la struttura discografica che sottostà alla diffusione del genere: alcune piattaforme come Chilledcow, Chillhop o The Bootleg Boy radunano migliaia di producer che hanno la possibilità di condividere i propri remix o le proprie basi in modo da creare vortici virtuosi sia per i numeri di ascolti (le basi caricate su queste piattaforme vengono successivamente trasmesse sui loro account Spotify e Youtube che contano milioni di views), che per la possibilità di trovare altri artisti con cui realizzare collaborazioni.

Ovviamente, anche le grandi etichette presenziano le piattaforme, a caccia di nuovi talenti da produrre: l’artista italiano Kina, diciottenne di Napoli, ha fatto conoscere al mondo le sue basi su una di queste piattaforme e successivamente ha creato il brano “Get you the moon” assieme al rapper americano Snow, il risultato? 150.871.929 visualizzazioni del video su Youtube e un contratto con la Columbia Records.

La diffusione del genere musicale made in Italy è stata favorita anche dalla quarantena che tutti stiamo vivendo: caratteristica chiave dell’ascolto lo-fi è il contesto solitario, con mix di brani che spesso durano più di un’ora e che accompagnano chi li ascolta durante lo svolgimento della vita tra le mura domestiche.

Alberto Bagato