TIME MACHINE: VEDERE E SPERIMENTARE IL TEMPO

Parma, Capitale Italiana della Cultura 2020, all’interno delle sue innumerevoli iniziative, ha deciso di offrire ai suoi cittadini ed ai turisti di tutto il mondo la possibilità di vedere e sperimentare la concezione del tempo attraverso immagini, fotografie e video del cinema e di altri media. Essendo amante della mia città, attratta da ciò, ho deciso di visitare questa mostra compiendo così il mio “viaggio nel tempo”.

La mostra Time Machine nasce da una questione fondamentale: “Le immagini e la manipolazione temporale hanno davvero avuto impatto sulla nostra percezione del tempo, del passato, del presente e del futuro?”. In risposta a ciò, l’esposizione racconta il modo in cui il cinema e altri media fondati sulle immagini in movimento, come video e video-installazioni, hanno trasformato, nel corso della loro storia, la nostra percezione del tempo.
È proprio l’affascinante claim “La Cultura batte il Tempo” che accompagnerà la città in questo suo anno speciale. La mostra, infatti, propone una sorta di “viaggio nel tempo”, che può essere compiuto da ognuno di noi, reso possibile da tecniche cinematografiche di manipolazione temporale, come il ralenti, l’accelerazione, il
fermo immagine, il time-lapse e altro ancora.
Nelle venticinque stanze del Palazzo del Governatore troviamo immagini di cinema, video e video-installazioni da osservare come vere e proprie “macchine del tempo”, secondo tre diverse accezioni: come media capaci di registrare, archiviare e ripresentare fenomeni visivi e audiovisivi. Come media che rendono possibili diverse forme di viaggio nel tempo. Infine, come media che operano diverse forme di manipolazione temporale.
Attraverso immagini provenienti dai diversi campi del cinema, della videoarte e delle video-installazioni, con alcune incursioni nella storia della fotografia, la mostra copre un arco temporale che va dal 1895 al nostro futuro prossimo. Al termine del percorso l’idea principale è quella che il cinema e gli altri media, attraverso le loro tecniche, i loro strumenti e la loro creatività hanno reso il tempo malleabile, controllabile e percorribile da ognuno di noi.

Posso raccontarvi che il mio “viaggio nel tempo” è stato affascinante, a volte
surreale, quasi impossibile, ma allo stesso tempo concreto e autentico. Un percorso fatto di emozioni, pensieri contrastanti, ricordi offuscati. Ogni mio nuovo passo era una traccia indelebile, un’immagine lontana, ma allo stesso tempo un segno, una speranza e altre volte un sogno. Come la nostra percezione del tempo possa cambiare in base a ciò che osserviamo o che ascoltiamo l’ho sperimentato proprio così. Auguro a tutti voi un “viaggio” speciale, non solo fatto di ricordi, quanto piuttosto di innumerevoli speranze.

Valentina Picinini

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