PASSEGGIATE MUSICALI: LE FORME AL DI FUORI DELLA MUSICA

Oggi vi voglio raccontare una mia recente esperienza personale. Ricordo che era domenica, ero stesa sul letto avvolta da pensieri che ogni tanto mi colgono impreparata, quando ho deciso di provare a “calmarli” andando a teatro ad ascoltare musica che li rispecchiasse: un concerto, non semplici melodie, ma passeggiate musicali, il “Seven Days Walking” di Ludovico Einaudi.  

Il celebre pianista e compositore ha incantato la platea milanese del Teatro Dal Verme durante il suo concerto, uno spettacolo caratterizzato dal tema del cambiamento climatico e accompagnato da un climate space, ovvero una sala dove è stata proiettata una rassegna di cortometraggi d’autore sulla crisi climatica.

Seven Days Walking è un progetto molto ambizioso, si tratta di un corpus di sette album da pubblicare nell’arco di sette mesi. Il pianista racconta che “l’idea di una musica nasce spesso da un terreno che è fuori dalla musica stessa: una lettura, un pensiero filosofico o scientifico, una cosa geometrica o un mix di ingredienti di un piatto di cucina“. Tutto ciò porta a sperimentare cose nuove e diverse.

Due anni fa il compositore, mentre camminava in montagna nella neve, pensò a qualcosa di nuovo: comporre tanti brani attaccati per creare un filo musicale che avesse una sua continuità, come un respiro. Ogni giorno, facendo camminate circolari con variazioni dello stesso percorso, si accorse che quello che voleva fare con la musica lo stava facendo tutti i giorni con i suoi piedi: un percorso con delle variazioni. Decise dunque di dividere queste varie passeggiate musicali che aveva disegnato in più giorni per sentire le melodie con le loro variazioni, così è nato il suo progetto in sette parti. 

Il concerto per l’ambiente mira a sensibilizzare il pubblico su un tema che sta molto a cuore all’autore: l’instabilità e l’imprevedibilità climatica. Si stanno, infatti, verificando sempre più spesso eventi climatici fino a poco tempo fa impensabili come ondate di calore, siccità, piogge torrenziali, alluvioni e cicloni. Continua inesorabile lo scioglimento dei ghiacci, l’innalzamento dei mari e l’erosione delle coste e sotto la pressione del riscaldamento globale e dell’inquinamento il nuovo mondo è ricco di incognite, difficoltà e pericoli. 

Come nei meandri del rumore si può leggere qualcosa che porta ad un disegno musicale che richiama silenzio e tranquillità, quella sera ricordo di essere uscita da teatro con una strana sensazione di serenità. Vi saluto augurando  ad ognuno di voi di vivere a pieno ciò che sentite dentro, cercando un sorriso anche da qualcosa di molto semplice come può essere la musica.

Valentina Picinini