LA CATTEDRALE DEL MARE: DAL ROMANZO ALLA SERIE TV

Basata sul best seller di Ildefonso Falcones questa serie Netflix, in coproduzione con Altrasmedia Televisió de Catalunya, è ambientata nella Barcellona del XIV secolo. Un periodo storico in cui vigeva il sistema feudale e i contadini erano schiavi, senza nessuna legge che li tutelasse e gli conferisse un minimo di dignità. Ribellarsi a questo sistema crudele, portato avanti da uomini che abusavano dei loro poteri, era praticamente impossibile. L’unica chanche era scappare verso una grande città.

Bernat, padre Arnau che sarà poi il personaggio principale, per sfuggire all’ira di un signore feudale che già gli aveva portato via la moglie, scappa verso Barcellona cercando di salvare suo figlio.

In otto episodi ci viene raccontata la crescita di Arnau che va di pari passo con la costruzione della Cattedrale del Mare – ci si riferisce alla Cattedrale della Vergine del Mare, definita “la cattedrale del popolo” perché costruita con le sue finanze e la sua fatica – a cui la serie deve il titolo.

Tra intrecci drammatici e amorosi si ripercorre l’ascesa sociale di Arnau, che arriva ad essere Console del Mare. Questa ascesa non è certo priva di ostacoli, anzi il protagonista si trova a scontrarsi con l’invidia della nobiltà, tradimenti e ingiustizie.

La serie affronta diverse tematiche del periodo storico tra cui: il ruolo della Chiesa; il controllo religioso; l’Inquisizione; la segregazione nella società medievale di Barcellona.  Molto interessante è la spiegazione dei diversi tipi di schiavitù dell’epoca.

La serie si può definire autoconclusiva, nel senso che ha un inizio e una conclusione ben precisa, marcata con la fine della costruzione della Cattedrale ed Arnau anziano.

Credo sia molto interessante ed emblematica l’idea di trasformare un romanzo in una serie, e soprattutto di riuscire farlo così fedelmente, nonostante un budget non molto elevato di cui talvolta alcune scene hanno risentito. Non solo questa serie ci racconta una storia appassionante, ma ci permette anche di capire qualcosa di più sul Medioevo.

Se le miei parole vi hanno incuriositi, non vi resta che guardarla anche voi!

Antonella Cappiello