ALTO MARE: MISTERI SU UN TRANSATLANTICO

Dopo il successo de “Las chicas del cable”, Netflix ha affidato alla casa produttrice Bambú Producciones questa nuova serie spagnola.
Non troverete spoiler in questo articolo ma cercherò solo di introdurvi i principali contenuti e commentare con voi la serie.

Come ci suggerisce il nome, “Alto Mare” o “Alta Mar” è ambientata negli anni ’40 a bordo di un transatlantico in viaggio dalla Spagna al Brasile.
Proprio come è stato per “Las chicas del cable”, è evidente un impegno nella minuziosa ricostruzione dell’ambientazione dell’epoca che si nota: nei costumi; nei modi di fare; nell’arredamento e che a tratti ricorda il lusso del Titanic.

Attualmente sono disponibili in Netflix due stagioni e si parla anche della terza che dovrebbe approdare sulla piattaforma di streaming a fine 2020. Alcuni rumors ne annunciano quarta.

E’ una sorta di giallo di altri tempi ricco di intriganti misteri e segreti: come viene detto nella serie “ci sono segreti più profondi dell’oceano”.
Tutto parte dalla storia di due sorelle passeggere del transatlantico, Carolina ed Eva, che cominciano a indagare sul lato oscuro di una ricca famiglia, dopo aver scoperto una serie di misteriosi omicidi, in particolare quello di una donna.
Altro personaggio rilevante è l’ufficiale Nicolás Salas trovatosi al momento sbagliato al posto sbagliato. Il tutto condito dagli intrecci personali e dalle storie amorose dei vari personaggi a bordo.

Secondo alcuni, l’idea di sviluppare il racconto sulla nave ha sfociato in una sensazione di claustrofobia che ha portato lo spettatore ad annoiarsi.

Personalmente, non ho avuto questa impressione, in quanto la serie è ricca di suspense e colpi di colpi di scena che invogliano ad interessarsi agli intrighi e proseguire nella visione. Trovo molto interessante come finalmente si stiano affermando diverse serie europee con contenuti di qualità.

Proprio la Spagna, ad esempio, ha proposto serie come “Élite” e “La Casa de Papel” che si sono rivelate un successo mondiale e hanno aiutato a combattere il pregiudizio, che spesso si ha, a proposito delle serie non americane.

Pertanto, se dovessi darvi un consiglio, vi direi di cimentarvi nel guardare nuove serie, di cui magari non avete nemmeno mai sentito parlare.
Per avere un panorama completo di quello che è il mondo delle serie tv odierno e dare un’opinione ponderata, bisogna “sporcarsi un po’ le mani”, non affidandosi solo alle tendenze principali ma cercando serie poco conosciute che a volte si rivelano capolavori.

Antonella Cappiello