SCRIVERE IN BIT: IL MIO VIAGGIO NEL MONDO DELL'EDITORIA DIGITALE

Questo articolo è abbastanza particolare: da un lato tratta un po’ di media, digitalizzazione, nuovi modi di fruizione ed editoria on-line, dall’altro è una storia autobiografica, sia da studente universitario che da ragazzo qualunque che coltiva i propri vari interessi.

Quando due anni fa mi sono seduto per la prima volta tra i banchi di CIMO, già avevo la passione per la scrittura. Scrivevo i miei racconti per allenamento, nel tempo libero, e mi scontravo con la principale difficoltà che tutti gli appassionati di scrittura hanno: trovare qualcuno, oltre parenti e amici, a cui sottoporre le proprie “opere”.
Così durante il corso di Media Studies con la Professoressa Mariagrazia Fanchi vengo a scoprire tutto un mondo che può venirmi in aiuto: quello dell’editoria digitale.

In effetti, nel mondo, e anche in Italia, c’è tutto un settore fatto di aziende che offrono servizi di self-publishing free e a pagamento o di vere e proprie case editrici che acquistano, distribuiscono e promuovono opere per pubblicarle in formato eBook, su piattaforme come Kindle e iBooks. 

Infatti, sarà per l’onnipresente influenza del digitale nelle nostre vite, per la voglia di avere sempre le proprie opere a portata di mano o ancora per motivi di risparmio di spazio e risorse monetarie, ma sempre più lettori scelgono la nuova tecnologia rispetto al classico cartaceo, acquistando libri stampati in bit piuttosto che in inchiostro.

Infatti, per rispondere a questa domanda e sfruttare anche i decisamente minori costi di pubblicazione, gli editori si stanno affacciando alla frontiera digitale, e questo dà non pochi vantaggi a tutti coloro che hanno il sogno, anche solo lontano, di diventare autori.

Non solo i nuovi editori sono più accessibili e facili da contattare per chi non possiede agenti alle proprie spalle, ma, soprattutto nel caso siano piccole realtà fondate da poco, cercano autori e, ricercando materiale di più veloce e facile fruizione in linea con le abitudini del consumatore digitale, hanno un’attenzione più ampia per i racconti, perfetti da leggere in mobilità e in tempo breve, e che, dalla parte di chi scrive, sono il formato con cui tutti coloro che sono alle prime esperienze iniziano. È difficile ideare e realizzare qualcosa di tanto complesso come un romanzo e trovare poi qualcuno che da subito, sulla fiducia, corra il rischio di pubblicare l’esordio di uno sconosciuto.

La nuova offerta, poi, è decisamente più flessibile per quello che riguarda i generi letterari: le case editrici digitali curano spesso più collane monotematiche dedicate a singoli generi, dando possibilità alla sensibilità e alla fantasia di tutti di esprimersi. Se scrivete fantasy, horror, fantascienza o qualcosa di più sperimentale, non censuratevi cercando di scrivere altro, al di fuori della vostra sfera creativa, lì fuori qualcuno potrebbe essere alla ricerca di quello che già avete.

Tutto questo l’ho scoperto in prima persona: dopo aver fatto le mie ricerche ho preso coraggio e ho inviato il mio primo racconto a una casa editrice, aspettando risposta. Sono stato tanto fortunato da trovare i giusti interlocutori, e così dopo una prima entusiastica mail e qualche mese di revisioni e accordi, ora sono molto felice di aver fatto un primo piccolo grande passo nel mondo delle mie passioni: il mio primo racconto, un horror chiamato “Il diavolo tra noi”, è uscito il 3 dicembre per l’editore Delos Digital ed è ora su tutte le piattaforme online.

Non so per certo cosa succederà al settore del libro, né quali impatti avrà il segmento digitale sull’industria nel lungo periodo o sulla qualità di autori e prodotti che porterà avanti, ma so per certo che la digitalizzazione dei media, personalmente, mi ha aiutato molto, e sento che questa sia un’esperienza da condividere, che magari potrebbe convincere qualcuno di voi a provare la mia stessa strada.

Sperando facciate lo stesso per me, non posso che farvi gli auguri per le vostre opere, sperando che possiate vivere a pieno le vostre passioni.
Lunga vita alla scrittura!

Marco Santeusanio