INFLUENCER: UNA PROFESSIONE DIGITALE

Followers, like, tweetcondivisioni, sono criteri di misura che la maggior parte delle persone oggi utilizza per quantificare la propria popolarità. Oggigiorno è diventato fondamentale aprire un profilo social per sentirsi parte della comunità ed essere giudicato sulla base di ciò che il profilo racconta: “dimmi quanti follower hai e ti dirò chi sei”. 

Per quanto, eticamente parlando, all’inizio potessero sembrare cose superflue, c’è chi oggi rende questi elementi la base del proprio lavoro. Con il tempo si sono sviluppate personalità emergenti all’interno del web, in grado di catturare l’attenzione degli utenti e offrire loro qualcosa di unico: gli influencer. L’influencer è un opinion leader del mondo digitale, con una grande cerchia di seguaci, in grado di coinvolgere e influenzare le opinioni e i comportamenti delle persone. Carisma, persuasione, autorevolezza e competenza sono solo alcune delle qualità che un influencer deve avere per definirsi tale. Che lo scopo sia intrattenere, informare o divulgare notizie, l’influencer lo fa tramite una reputazione che si è costruito con il tempo, grazie alla sua competenza in un particolare ambito, diventando un punto di riferimento per il proprio settore. 

Blogger, Instagrammer, Youtuber o Content Creator, sono gli influencer distinti in base al social network utilizzato maggiormente. Il loro obbiettivo è postare con regolarità dei contenuti di qualità sui canali prescelti, interagendo con i propri follower tramite i meccanismi che la piattaforma permette, diventando così la voce protagonista di uno specifico ambito. 

Perché chiamarla una professione? Con il tempo le aziende hanno iniziato a monitorare il web, capendo quanto potessero influire certe personalità sulle opinioni delle persone. Includere un influencer sulla strategia di un’azienda, significa diffondere i contenuti in modo più esperienziale verso i consumatori, così da diventare portatori di valori incanalati dagli influencer stessi. Sempre di più le aziende hanno iniziato a creare collaborazioni con gli influencer, individuando quelli più adatti alla propria strategia e brand reputation. Questo è il motivo per cui parametri come la quantità dei follower o il grado di popolarità, sono indispensabili per quelle persone che dell’influenza digitale ne hanno fatto un vero e proprio lavoro. 

Non a caso ha aperto a Milano il primo corso universitario italiano per diventare influencer. Un format che ha lo scopo di formare influencer, blogger e youtuber professionisti, in grado di creare valore per i brand, sviluppare la propria personalità online e affinare le attitudini imprenditoriali.  Un corso che permette di trasformare la propria passione in un lavoro.

Con la diffusione sempre maggiore di questa professione, sono aumentati anche il numero di influencer, motivo per cui ora è indispensabile distinguersi per differenziarsi dalla massa. Non è detto che per un’azienda sia necessario considerare grandi numeri di followers, ora emergono anche i micro-influencer,ossia persone con una cerchia di contatti più ridotta e di nicchia, che lavorano sul piano dell’engagement e della fiducia verso la community. Essendo un influencer più piccolo, è percepito come più credibile e riesce a rivolgersi a una cerchia più ristretta e omogenea. 

Un esempio molto interessante è quello di Francesca Crescentini, conosciuta meglio come @tegamini. Da un blog nato nel 2010 che ospitava micro-storie spontanee di vita quotidiana, alla vincita nel 2016 del miglior snapchatter ai Macchianera Awards. Tegamini ha trasformato la sua passione per i libri e la sua visione della vita sopra le righe in un lavoro, raccontandola tramite i social e appassionando milioni di lettori. Un profilo che attrae un target di nicchia grazie a contenuti culturali in un ambiente web frequentato per altri motivi. 

La digital trasformation della comunicazione ha portato le aziende a riconoscere l’importanza dell’influenza che possono avere certe persone verso i propri followers. Un lavoro, quello dell’influencer, che richiede certe attenzioni e abilità verso la propria cerchia, e che può determinare il successo o il fallimento del brand stesso. 

Nicole Perin