SE I GATTI SCOMPARISSERO DAL MONDO – A COSA SEI DISPOSTO A RINUNCIARE PER UN GIORNO DI VITA IN PIÙ?

Immaginiamo per un istante di ritrovarci faccia a faccia con la Morte. Nel senso stretto del termine. La Morte bussa alla porta di casa e ti dice che ti resta più solo un giorno da vivere, a meno che tu decida di far scomparire qualcosa dalla faccia della terra.

Un semplice scambio: un giorno di vita extra per ogni cosa che destinerai all’oblio. Sembra una storia inventata, ma leggendo il libro di Genki Kawamura, questa storia, ovvero la storia del protagonista, assume in tutto e per tutto i contorni di una vicenda reale.

Narrato sotto forma di epistola al padre con cui ha perso i contatti, Se i gatti scomparissero dal mondo è una poesia. Una poesia alla vita, alle cose e alle persone che più amiamo; una poesia che accompagna il lettore in un viaggio alla scoperta di ciò che è realmente importante.  È una celebrazione delle piccole cose; non ha obiettivi particolarmente ambiziosi. Le riflessioni sono molte e indubbiamente incisive, ma il loro punto di partenza è basico, e forse proprio per questo vincente. Il breve racconto firmato Kawamura è una perla rara: straziante e incantevole, ci pone di fronte al grande interrogativo dell’esistenza con dolcezza e leggerezza. Chiedendosi come sarebbe il mondo se cinema, orologi, telefoni e gatti scomparissero all’improvviso, la vita del protagonista viene svelata poco alla volta, pagina dopo pagina, senza risparmiare al lettore rapito dalla narrazione momenti di tenerezza e di ilarità.

Leggendo le ultime righe de “Se i gatti scomparissero dal mondo” si comincia già a provare nostalgia di quanto si ha appena letto. Ma, come ogni cosa bella, anche questo splendido libro finisce:

“L’amore finisce sempre. Lo sappiamo tutti, ma ci innamoriamo lo stesso. È la stessa cosa che accade con la vita. Sappiamo tutti che prima o poi finisce, ma viviamo lo stesso. Forse è proprio perché sono destinati a finire che l’amore e la vita sono meravigliosi.”

Elisa Zaffalon