SALLY ROONEY: PASSE-PARTOUT TRANSGENERAZIONALE

Considerando quanto sovente si senta gridare “al successo editoriale”, non sorprende che il vero amante della lettura provi dell’inevitabile scetticismo all’idea di approcciarsi al caso editoriale del momento. 

La regola dice che, se un libro viene indistintamente apprezzato da tutti, allora non potrà che lasciare indifferenti coloro che si crogiolano in modo arrogante e borioso nella consapevolezza di avere gusti più raffinati rispetto a quelli unanimemente condivisi dalle masse. Può però anche capitare che, nel vasto panorama dei libri di successo, ci sia una perla rara, ovvero un fenomeno letterario che effettivamente si meriti appieno il suo essere lungamente e approfonditamente decantato.

In questa particolare occasione si parla di Sally Rooney, la scrittrice irlandese appena 28enne che ha appassionato lettori e lettrici di ogni genere ed età raccontando storie dalla trama sostanzialmente basica, per certi versi anche banale, sulla generazione Y. Fin qui, niente di nuovo. Tuttavia, ciò che rende i suoi scritti brillanti è una scrittura talmente fluida e lucida da rendere i due romanzi “Parlarne tra amici” e “Persone normali” un qualcosa di totalmente sui generis, e per questo irrimediabilmente affascinante. Non si tratta di storie d’amore nel senso stretto del termine, piuttosto si assiste alla costruzione di un sentimento che è tale in quanto inevitabile conseguenza delle scelte dei protagonisti. Questi ultimi sono pieni di difetti, volubili e sfuggenti, ma mai una volta si ha l’impressione che l’autrice stia implicitamente giudicando le scelte di vita compiute. È evidente che il libro non vuole parlare ai giovani, ma intende piuttosto capirli e raccontarli così per come sono, senza offrire né cura né antidoto, proponendo semplicemente un’analisi talmente accurata e fedele alla realtà da riuscire ad appassionare un pubblico transgenerazionale.

Così, la chiacchierata autrice irlandese mette a tacere tutte le voci venate di biasimo e condiscendenza malcelata che corrono sulla generazione millennial, e lo fa senza mai peccare di omissione di particolari. 

Elisa Zaffalon