LUISA SPAGNOLI E LA SOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’ABITO

Oggi giorno ogni luogo o spazio possono diventare luogo o spazio di comunicazione. Palazzo Mezzanotte, luogo della Borsa italiana, di uomini, soldi e potere, si è trasformato nella serata di venerdì 20 settembre nel tempio della moda e dell’arte, in un luogo di comunicazione del fashion, ospitando la sfilata di Luisa Spagnoli SS20.

Così, entrando, dall’architettura in pieno stile classico si passava con grande stupore ad un’ambientazione ricordante il Marocco: le scenografie e le luci ci catapultavano direttamente dentro a uno dei giardini nascosti dei palazzi arabi, di quelli che si possono trovare ne ‘Le mille e una notte’.

Ma chi è Luisa Spagnoli? Luisa Spagnoli è un brand di lunga data, nasce, infatti, nel 1928 “dall’intuizione di una donna geniale”, Luisa Spagnoli per l’appunto, ma fu suo figlio a trasformare l’intuizione in una vera e propria industria, l’industria che noi oggi conosciamo e che vanta una clientela internazionale.

La loro filosofia, considerato che abbiamo un background nel marketing, è quella di proporre ad una clientela internazionale un prodotto artigianale, made in Italy, con un ottimo rapporto qualità prezzo, che nel tempo ha saputo innovarsi senza mai perdere le proprie radici. Nello specifico, sul territorio italiano vi sono ben 150 negozi monomarca a gestione diretta; che dire, sicuramente una presenza consistente!

Ma veniamo al dunque, com’è questa nuova collezione? È decisamente sofisticata, caratterizzata da un’estrema attenzione al dettaglio e si propone di offrire sul panorama italiano una “nuova idea di glamour” decisamente contemporaneo con toni classici. Le fantasie spaziano dall’animalier, al nudo, ai pois, e di certo non mancano i colori, il fuxia, il giallo e il blu sono decisamente predominanti.  Ogni capo è dotato di una leggerezza tangibile il che lo rende perfetto per un “rendez-vous a Marrakech“.

Il mondo della moda è un mondo che affascina, che avvolge con le sue lunghe stole di tessuto e trascina nei suoi aggrovigliati racconti drappeggiati, o per lo meno per me è così.

Irene Smania