IL RE LEONE – REMAKE: LA DISNEY SCOMMETTE SULLA NOSTALGIA

Azibegna, la celebre parola in swahili che profuma di Africa e della nostra infanzia, è tornata oggi nei nostri cuori e nei nostri schermi.

Infatti, dal 19 luglio negli Stati Uniti e dal 21 agosto in Italia, le sale cinematografiche si sono popolate da milioni di persone, adulti e bambini, per l’attesissimo remake de Il re leone, diretto da Jon Favreu e prodotto dalla Walt Disney Pictures.

Fedele e nostalgico, è accompagnato nuovamente dalle musiche di Hans Zimmer e dalle canzoni di Elton John le quali sono state impreziosite ancor di più da voci eccelse come quella di Beyoncé nella versione americana e quelle di Marco Mengoni ed Elisa nella versione italiana.

Anche grazie a questo, Il re leone non poteva che essere un successo e lo dimostrano gli incassi da record che, all’8 settembre, ammontavano a 1,600 miliardi di dollari collocandolo al posto dei film con maggiori incassi della storia del cinema.

Perfino la regia di Jon Favreu, direttore di successi quali Iron Man (2007) e il remake in live action de Il libro della giungla (2016), fa trapelare una certa sicurezza. Sicurezza che, nel mondo dinamico e ormai instancabile dei remake, in pochi possono ostentare più della Disney.

Chi meglio della Disney, infatti, potrebbe riuscire al giorno d’oggi a unire le vecchie e le nuove generazioni infondendo una certa rassicurazione alle prime e trascinando le seconde in un mondo magico tutto da scoprire?

Lo strepitoso trionfo de Il re leone premia la fedeltà alla tramaIl libro della giungla, ad esempio, è parzialmente fedele ad essa e non ha suscitato altrettanto consenso – e la scelta di un classico “non troppo classico” – i remake di Dumbo e di Mary Poppins non hanno raggiunto ampi segmenti di pubblico.

È così che la Disney riesce sempre meglio a cavalcare l’onda della convenienza economica dei remake anni Novanta i cui ritorni sono garantiti, puntando ad un target già pressoché conosciuto (principalmente tra i 20 e i 40 anni), riducendo il più possibile i margini di rischio e facendo leva sul potentissimo e persuasivo driver della nostalgia.

Un’ulteriore testimonianza viene elargita dai già passati successi dei film Alice in Wonderland e Aladdin e, probabilmente, emergerà in maniera lampante dagli esiti dei prossimi remake in programma di Mulan e La Sirenetta.

D’altronde è anche questo Il Cerchio Della Vita: la possibilità di ricordare, rivivere e ridefinire le nostre esperienze passate che la Disney, con tanta astuzia e una profonda familiarità, ci sta regalando, scommettendo in fin dei conti su di noi.

Anna Rapisarda