BEST DAY EVER – 29º FESTIVAL DEL CINEMA AFRICANO

Una giornata di routine per un’apparentemente (o effettivamente) normale famiglia tunisina è quella che la regista Anissa Daoud  – ospite del corso di Forme e Generi del Cinema tenuto dalla Prof.ssa Mosconi – ci racconta in Best Day Ever, il cortometraggio frutto della sua co-regia con l’afghano Aboozar Amini.

Ogni realtà familiare vive di luci e ombre, nasconde difficoltà e scheletri nell’armadio che, specialmente in una società culturalmente determinata e influenzata dall’islamismo, vengono spinti forzatamente indietro, riappendendoli alle grucce perché non escano alla luce del sole. Così gli autori, nel presentarci una situazione realisticamente dura, tesa, cruda, ci guidano inserendoci gradualmente e con “dolcezza” all’interno di queste dinamiche, come introducendoci nella casa dalla porta sul retro, facendo delle dimesse e timide presentazioni tra noi e i personaggi.

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Li incontriamo uno alla volta, il mezzo busto di ciascuno di loro ci viene mostrato in un formato verticale, più stretto, diverso da quello utilizzato per girare il resto delle inquadrature; i loro volti corrugati e silenziosi ci appaiono, dopo la sequenza di apertura, come a consegnare ciascuno il capitolo della storia contenente il proprio punto di vista sui fatti, gli stessi, raccontati dunque quattro volte – tante quanti sono i componenti del nucleo. In concorso alla 50ª edizione della Quinzaine des Réalisateurs (sezione parallela e indipendente del Festival de Cannes), Best Day Ever verte su un episodio centrale, raccontato ogni volta secondo una versione differente, e sulle conseguenze da esso scatenatesi.

Se, nella storia del cinema, emblematica rappresentante del genere è sempre stata la commedia slapstick, in questa coproduzione Tunisia-Francia il misunderstanding trova espressione, invece, nel dramma familiare. Una madre soccorre il figlio, che pare essere caduto dalle scale, e si persuade di averlo sorpreso nell’atto di spiare la sorella maggiore appena uscita dalla doccia; un’ondata di rammarico e frustrazione la travolge, convincendola del proprio fallimento nel ruolo di educatrice e di donna. Un padre scostante e annoiato torna ad accorgersi della propria figlia solo nel momento in cui viene assalito dall’idea che questa si sia abbandonata a comportamenti sconvenienti e maliziosi. Uno sfogo violento e doloroso porterà il film all’apice della sua tensione, insinuando nello spettatore il dubbio di un epilogo tragico e irreversibile. Ma un pasto impietosamente muto, sebbene carico di urla soffocate, inghiottirà ogni contrasto nella monotona routine iniziale.

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Anissa Daoud, nata da padre tunisino e madre franco-italiana, è un’attrice, autrice e regista di cinema e teatro che ce l’ha fatta. Best Day Ever è stato, infatti, uno dei dieci cortometraggi selezionati e in gara al 29° Festival del Cinema Africano, Asia e America Latina nella sezione Concorso Cortometraggi Africani, che ospita i migliori brevi film (fiction e documentari) realizzati da registi provenienti da tutta l’Africa e dalla diaspora. La sezione ha l’obiettivo di promuovere i giovani registi africani, aiutarli a muovere i primi passi nel mondo del cinema e di mostrare le nuove tendenze e le sperimentazioni del cinema africano.

Marta Braga e Nicole Terbonati