INDECISI SE CERCARE LAVORO ALL’ESTERO? I MERCATI ASIATICI POTREBBERO ESSERE UNA SOLUZIONE.

È difficile stare al passo ai giorni nostri. Lo è per le persone, sempre più lanciate verso una competizione inevitabile per raggiungere i loro diversi obiettivi lavorativi; lo è per le imprese, che devono continuamente guardarsi le spalle per anticipare early adopter e innovazioni tecnologiche più o meno distruttive; e lo è anche per gli stati, i quali, nel tentativo di condurre la crescita, sono impegnati in un valzer globale che ridefinisce costantemente gli equilibri competitivi.

In questo contesto di rapidi cambiamenti, le vedute si accorciano, e i grandi mercati di ieri iniziano a cedere il passo a quelli che saranno le super economie del domani. La  leadership della supply chain, i progressi tecnologici e gli investimenti hanno fortemente contribuito alla rapida crescita della domanda attuale e potenziale in Oriente, aumentandone significativamente la rilevanza strategica.

L’aumento demografico, il crescente potere d’acquisto della classe media e gli ancora elevati tassi di povertà estrema configurano per l’Asia un vantaggio competitivo che apparteneva in precedenza all’Europa, dove oggi sta oramai esaurendosi. In questi anni, la crescita produttiva asiatica è la più significativa a livello globale, con tassi di sviluppo del PIL che farebbero invidia a qualsiasi stato d’Europa (il tasso di crescita del PIL della Cina si posiziona nel 2019 a 6,4%; quello italiano allo 0,1%), forte sia delle politiche di esportazione che della sempre maggiore disponibilità di spesa domestica. In meno di 15 anni i mercati globali più importanti saranno Cina, America, India ed Indonesia, con l’Europa sempre più relegata a fanalino di coda.

Come possono reagire le realtà produttive europee? Sicuramente la risposta non è semplice. Innanzitutto, dipende dalla tipologia di settore in cui operano, così come dalla capacità di costruire un brand positioning efficace. Riuscire a far leva sull’e-commerce è sicuramente un fattore chiave per poter entrare in mercati strategici ed in espansione. Tuttavia, proprio a causa della grande competizione che caratterizza le vendite online, prima di porsi obiettivi di vendita e turnover è necessario preoccuparsi di sviluppare un livello tale di brand awareness da potersi differenziare dai competitor se non altro a livello di percezione di brand.

Sebbene la globalizzazione in un certo senso riduca le distanze, le differenze culturali e le procedure locali complesse, dalle operazioni di marketing alle vendite, rendono estremamente impegnativa l’internazionalizzazione di qualsiasi impresa. Molte sono le storie di successo, ma altrettante sono quelle di fallimento. La complessità dell’Asia non deve essere sottovalutata e certamente il mercato non può essere affrontato con un’unica strategia.

Riccardo Guerra