UN’AMARA CARAMELLA PER TRENITALIA

È ormai consuetudine che l’8 marzo venga celebrata la festa della Donna e, come tante aziende, quest’anno anche Trenitalia decide di cavalcare l’onda del real time marketing che porta con sé questo giorno. Ma a quale prezzo? Un epic fail che ha costretto l’azienda ad eliminare la campagna.

Per chi se lo fosse perso, il 5 marzo, nella sezione “offerte e servizi” del sito Trenitalia appare una promozione che non è passata inosservata in rete. Si è trattato di una chiara iniziativa di co-marketing, tra Trenitalia e Caffarel, che hanno pensato di utilizzare il colore giallo, caratteristico tanto del fiori di mimosa – simbolo tradizionalmente associato a questa festa – quanto della carta delle caramelle, come punto di partenza per la comunicazione.

L’esito è stato di beffa da parte degli utenti che, da Twitter ad Instagram, hanno commentato l’infelice trovata nei modi più disparati e fantasiosi.

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C’è chi ha contestato che regalare una caramella sia quasi ridicolo dato il target a cui l’offerta si rivolge – l’omaggio era rivolto, non a tutti i viaggiatori, ma solo ai viaggiatori Frecciarossa, i clienti executive e coloro i quali avrebbero acquistato un menù gourmet – chi invece ha sottolineato che la caramella sarebbe stata disponibile salvo esaurimento scorte. 

Se la discriminazione nei confronti di quei clienti che hanno acquistato un biglietto Frecciabianca o un intercity, notoriamente meno costosi, i quali non potranno godere di questo gentile cadeau, è evidente a tutti. Solo i più attenti hanno colto un velato, ma neanche poi tanto, accostamento tra l’acidità del limone – gusto dell’omaggio in questione – e l’acidità che spesso si attribuisce alle donne, un cliché che ancora oggi risulta difficile sdoganare. Ed infine mi sembra doveroso sottolineare il tipo di caramella scelta: una gelèe, quella gommosa e ricoperta di zucchero, la classica “caramella della nonna”, che ha ormai perso appeal.  

Se l’offerta è stata eliminata sia dal sito internet di Trenitalia che dai canali social dell’azienda, lo stesso non si può dire per le decine di commenti – tutti senza risposta –   che è possibile leggere sotto i post pubblicati sul gruppo Facebook.

La campagna è stata un completo fiasco, percepita come discriminatoria e offensiva, non solo della donna, ma di tutti i viaggiatori Trenitalia che ogni giorno devono fare i conti con i disagi causati dai ritardi e dalle condizioni in cui i treni vertono.
Se ci aggiungiamo che proprio per l’8 marzo è previsto uno sciopero, ritengo che Trenitalia debba ripensare al suo posizionamento e al servizio che offre.  

Giovanna Maria Vaccaro

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