TED BUNDY: LA NUOVA DOCU-SERIE DI NETFLIX RACCONTA LA SUA STORIA IN MODO INEDITO

Ted Bundy, un uomo affascinante, amante della politica, della legge e della psicologia. Ce lo immaginiamo così un assassino? Molto intelligente, sempre vestito con cura e fino all’ultimo, sempre calmo, sempre convinto di essere innocente e propenso ad aiutare la polizia.

Il punto di forza della serie tv “Conversazione con un killer: il caso Bundy” è proprio questo: mostrare la doppia personalità dell’uomo che nell’arco di quattro anni, dal 1974 al 1978, è riuscito a uccidere circa trenta donne, compresa una bambina.

Da una parte un uomo talmente persuasivo da permettersi di difendersi (quasi) da solo in tribunale e a riuscire a rimandare la propria pena capitale per ben tre volte; dall’altra un uomo sadico, assetato di sangue e di vendetta, le cui vittime preferite erano ragazze tra i 20 e i 25 anni che frequentavano l’università.

Ted Bundy non si è mai sentito in colpa per ciò che ha commesso durante la sua vita, ha sempre reagito con molta freddezza e distacco, cercando di convincere tutti che fosse innocente. Il suo stesso modus operandi era studiato nei minimi dettagli: fingeva di avere un arto ingessato e di avere bisogno di aiuto; oppure utilizzava la divisa da poliziotto o da qualsiasi altra figura autoritaria per ispirare fiducia nelle proprie vittime e permetterle di seguirlo con facilità.

All’interno della serie tv non troviamo solo la ricostruzione dei fatti come sono storicamente avvenuti, ma è ricca anche di testimonianze di chi ha davvero avuto a che fare con Bundy non solo come vittima (es. Carol DaRonch che dopo essere stata rapita è riuscita a scappare dalla sua auto, dopo una violenta colluttazione) ma anche di poliziotti, giornalisti, psicologi, avvocati che in quegli anni hanno lavorato al caso.

Non solo: è ricca anche di registrazioni audio e video che mostrano come si sia svolto realmente il suo processo per omicidio, in Florida, quando è stato condannato alla pena di morte. A quel tempo Bundy era infatti un grandissimo fenomeno mediatico in quanto prima di lui solamente Charles Manson era stato considerato un omicida davvero pericoloso. Negli anni ’70 non esisteva ancora la nozione di “serial killer” come colui in grado di uccidere diverse vittime senza avere nessuna relazione o grado di parentela con esse e poi spostarsi in un altro Paese per continuare il proprio lavoro.

Ted Bundy ha lasciato il segno in ben sei Paesi degli Stati Uniti D’America, colpendo donne molto giovani che inizialmente sembravano solo scomparse. Molti corpi non sono mai stati neanche ritrovati.

Non ho stuzzicato abbastanza la vostra curiosità con queste informazioni? C’è molto di più da scoprire su questo personaggio così sadico e allo stesso tempo molto affascinante. Se non ci credete, cliccate play, Netflix vi aspetta!

 

Matilde Savaglio

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