“Karl who?” l’inflessibile regista del dettaglio

Nato ad Amburgo il 10 settembre 1933, Karl Lagerfeld è il genio che “non” si cela dietro tre dei più grandi brand del mondo della moda: Chanel, Fendi e l’omonimo Karl Lagerfeld.

E’ da sempre uno stilista di talento. Il suo primo lavoro nel campo della moda risale al 1955 con Balmain. Dal 1965 disegna come freelance per Chloé, e contemporaneamente inizia la sua prima collaborazione con le sorelle Fendi, maison in cui rivoluziona l’estetica della loro linea di pellicce, creando il disegno dell’iconico marchio, che pochi sanno stia a significare “Fun Fur” e il nome Fendi c’entra poco con il significato se non per un vago richiamo alla “F” iniziale. Un sodalizio che dura ancora oggi: Karl Lagerfeld è il direttore creativo della maison romana insieme a Silvia Venturini Fendi. Dal 1982 è alla guida della maison Chanel. La direzione creativa più lunga della storia.

Il suo brand Karl Lagerfeld, lanciato nel 1984, viene invece congelato nel 1998 e successivamente rilanciato nel corso dell’inizio del nuovo millennio.
Nel 2000 Karl si sottopone ad una celebre dieta che lo portò a perdere 42 chili in 13 mesi per poter indossare abiti dalle forme skinny di Hedi Slimane, tutt’ora i sui preferiti.

La sua rivoluzione di immagine fece sì che la sua verve creativa potesse emergere poiché ora il suo stile forte e definito veniva direttamente associato alla modernizzazione che stava investendo questi brand. Il suo aumento di popolarità, di ammiratori e seguaci, non poteva avere altro effetto di rimando se non un incremento delle vendite dei prodotti delle maison.
Il suo radicale cambio di immagine ha fortemente impattato la sua intera carriera professionale.

Ma il cambiamento è stato di certo spinto da una sua inossidabile e inflessibile devozione per l’estetica. Karl è un regista del dettaglio, uno degli stilisti più celebrati ed eccentrici, un creativo multiforme ed eclettico. E’ anche un geniale costumista, regista e fotografo. Ciò che guida il suo agire è una ferma e incrollabile devozione all’arte in un mondo caleidoscopico e un po’ folle che potrebbe essere definito con una filosofia: Karlismo.

E’ importante però sottolineare che Karl non ha pagine social della sua persona: la pubblicazione della sua icona avviene mediante le pagine social dei suoi marchi e attraverso i post delle riviste di moda o affini.

Il sito del brand che porta il suo nome è curato in ogni dettaglio a sua immagine e somiglianza. Tutto si base sulla contrapposizione cromatica del bianco e del nero, il suo logo (raffigurante la sua figura con occhiali da sole molto grandi, capelli bianchi raccolti in una coda bassa e camicie con collo, rigorosamente tutto in bianco e nero) capeggia su ogni pagina ed è possibile trovare una descrizione della sua persona e della sua carriera. Questa descrizione è però “limata”, contiene solo le informazioni che Karl stesso vuole far circolare sulla propria persona, informazioni sicuramente corrispondenti al vero ma incomplete.

Altro elemento distintivo è senza dubbio Choupette, la sua amata gatta birmana bianca, che è diventata un vero fenomeno sui social ed ha contribuito alla definizione della sua brand image giacché per molto tempo i due vennero perennemente associati, con filoni che perdurano tutt’ora.

Il fenomeno di cui vi sto parlando è stato, ed in parte continua ad essere, così forte tale da portare alla creazione di una pagina Instagram per il gatto stesso che conta 115 mila follower e una media di 8000 like per post.

Sicuramente il punto di forza di Karl risiede nella sua immagine quasi caricaturale di se stesso e costante nel tempo, in particolar modo dal 2001 ad oggi. Questo infonde nei sui ammiratori e seguaci una certa sicurezza, comunica affidabilità nel mondo della moda dominato dal caos, ma al contempo il suo essere al passo coi tempi, sempre aperto e ricettivo delle nuove tendenze, lo rende qualcosa che si impone costantemente all’attenzione ma senza far rumore.

Sono poche le frasi che gli sentiamo dire, è quasi più facile immaginarselo muto. Perché nella sua strategia è l’immagine che parla e non c’è bisogno di molto altro, ma voglio lasciare voi #CIMERS con una sua citazione:

“A respectable appearance is sufficient to make people more interested in your soul”
Karl Lagerfeld

Francesca Solieri