Lucca Comics & Games: due prospettive del festival più pop d’Italia

LC&G is coming: il dietro le quinte del più grande festival di cultura popolare in Italia

Lucca Comics & Games è finito, ma la città di Lucca è già al lavoro per il prossimo festival. Sì perché se c’è una cosa che ho imparato in questi ultimi due mesi di stage in Luccacrea, la società che organizza e gestisce per intero “il comics” – come lo chiamano i più anziani- è che il festival della cultura pop non si esaurisce in cinque giorni.

Il festival non è uno dei tanti eventi che la città organizza, ma l’Evento di tutta la città. Sembra incredibile, ma non c’è una persona in Lucca che non abbia almeno un parente o un amico che lavori per il festival o nel festival nei giorni di manifestazione. E questo è il suo punto di forza. L’evento, infatti, non è confinato in un’area periferica della città, lontana dai suoi cittadini e dalle sue case, ma è interamente costruito dentro le mura del centro storico, tra le vie rinascimentali di Lucca, sicché nessuno può rimanervi escluso.  Coloro che lavorano 365 giorni all’anno per il festival, lo zoccolo duro dell’organizzazione, sono Lucchesi doc, appassionati di tutto ciò che è pop -o volgarmente- “nerd”: dall’ex campione di Magic, al fumettista che durante le pause allieta l’arredamento dell’ufficio con Superman che precipitano o Flash che se la danno a gambe, passando per un team di Blood Bowl, il football fantasy di cui si è tenuto il mondiale proprio qui a Lucca nel 2015.

Gente che ama il proprio lavoro, che ama la propria città e che ama Lucca Comics & Games. Non è un caso che tutti quanti loro siano stati dapprima consumatori del festival, come esterni, per poi essere essi stessi a organizzarlo. Un team unito di amici di una vita, che in quel periodo che loro amano definire “ottembre”, i mesi di settembre-ottobre che precedono la manifestazione, non ha orari, non ha fine settimana e non ha pace: tutte le cose devono essere fatte, come si dice qui a Lucca, “a modino”.

Lucca

Lucca

Lucca Comics & Games is here: la 52esima edizione

Il festival del fumetto e dei videogiochi è il terzo per importanza a livello europeo e ogni anno richiama appassionati da ogni dove che si ritrovano per poter vivere 5 giorni immersi in un modo magico. Tutta la città si trasforma in un universo parallelo in cui si incontrano cosplayer – per chi non lo sapesse, persone che si travestono in modo professionale – dei personaggi più svariati: da Gandalf a Obi Wan Kenobi, da Spiderman a Naruto.

Signore degli anelli

Il Signore degli Anelli

Esorcista

L’esorcista

Pirati dei Caraibi

Pirati dei Caraibi

Il festival trasforma la storica città in un “DisneyLand italiano”: un luogo puramente esperienziale dove regna la felicità, dove si torna bambini e si vivono i ricordi nel presente lasciando fuori dalle mura le preoccupazioni di tutti i giorni.

È difficile definire un target specifico per quest’evento, infatti, i visitatori sono di ogni età e genere: dai più piccoli appassionati e maturi, visitatori curiosi e turisti inconsapevoli ai quali però si può leggere la stessa emozione in viso: tornano tutti bambini. L’evento registra circa 800mila ingressi ogni anno, la cosa che colpisce è l’ordine e la pulizia che contraddistingue questo tipo di turismo: le lunghe code formatasi al di fuori dei padiglioni (a causa dei giustificati motivi di tutela e sicurezza) sono ordinate, il servizio di raccolta differenziata e l’ordine pubblico rispettati con grande diligenza.

Se si ha la possibilità di visitare Lucca in un periodo diverso dalla manifestazione sono evidenti molte differenze, ad esempio molti negozi della via principale, e non solo, cambiano interamente la loro fisionomia e business: il locale che si trasforma in “Bar dei mercanti”, con tanto di colonna sonora di Star Wars, la cioccolateria che diventa “Wonka” o l’erboristeria che diventa targata “Asterix”.

Ritroviamo quindi in questo festival di rilevanza internazionale un interessante esempio di rilancio turistico di una località caratterizzata da stagionalità: è stata capace di creare un brand che da molti viene associato al nome della città ancor prima di molte altre attrattive presenti e, soprattutto a livello internazionale, permette di rendere rinomato il nome della cittadina toscana. Si può dire senz’atro che le cose siano state fatte a modino.

Matteo Loffredo & Lorenza Di Feo

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