L’EAST MARKET E IL FASCINO DELLA MILANO “ORIENTALE”

Domenica 28 Ottobre ha riaperto i battenti, dando il via ad un nuovo singolare inizio di stagione nella nuova location di via Mecenate 84, l’East Market, il più famoso mercatino del vintage qui a Milano.

La nuova ubicazione del mercato si è rivelata essere molto più consona della precedente per ovvie ragioni di tipo spaziale: l’East Market è infatti in grado di proporre un’offerta molto ampia di abiti e oggettistica vintage e le grandi sale del complesso mercantile di via Mecenate 84 si sono rivelate capaci di accogliere adeguatamente non solo il gran numero di stand, ma anche l’alta percentuale di persone che non hanno rimandato l’esperienza e si sono affollate all’interno del complesso fin dal primo giorno di questa nuova inaugurazione.

La Milano “Orientale”, o meglio la Milano “Est”, presenta nei sui contorni e nelle sue linee urbanistiche il contesto e la cornice perfetta per ospitare questa particolare tipologia di mercato del vintage. I vecchi complessi e stabilimenti industriali, il verde dei piccoli giardini sparsi, le case d’un tratto basse che fanno intravedere il cielo, che non so come appare diverso, danno la sensazione di una fuga da Milano e preparano a livello di sensazione percepita a quella che sarà l’immersione nell’ambiente creato per il mercato stesso.

Una volta entrati inizia la vera sperimentazione: gli odori, gli aromi, i suoni, le musiche, i colori, quel via vai di persone così diverse dall’ordinario, così eccentriche, i palloncini attaccati agli stand, le baracchine dello street food e le luci simili a quelle natalizie sui soffitti dei corridoi d’entrata.

Tutto sa di festa anche se festa non è, tutto sa di un’evasione dal quotidiano e non solo spaziale, ma anche in un tempo che è stato che sa di caramelle e ruggine di vecchie biciclette, e porta con sé la firma di colori fluo e pastello mescolati assieme. In un posto come questo anche l’aria ha un sapore hipster

Nella sala principale al centro dell’intera struttura, aleggia sull’intero spazio la solita scritta in neon “Everything old is new again”. Il neon e quel suo inossidabile fascino, lo stesso di ogni oggetto contenuto all’interno del mercato.

La stessa scritta c’è anche nell’aria ristoro, è più grande, su cubi luminosi ciascuno di un color diverso dai suoi compagni. Chiunque passi lì sotto, ha l’occasione per scattarsi una foto e una coppia di anziani ne ha approfittato divertita. Un ricordo piacevole da raccontare è l’anziana signora che scattava divertita la foto al marito con la scritta sullo sfondo. Un sorriso e una buona dose di ironia che circolerà su qualche social.

#CIMERS, l’East Market è un’esperienza da non perdere, che siate o meno amanti del vintage. Perché l’East Market è molto di più di un semplice mercatino, è un tuffo nel ricordo collettivo di un’intera generazione.

Francesca Solieri

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