SLOW LIFE ATTITUDE. Quando saper vivere con lentezza diventa arte

Brandforum.it è il primo Osservatorio italiano sul Branding nato nel 2001 da un’idea della professoressa Patrizia Musso, docente di Brand Communication in Università Cattolica, interessataa capire come la ricerca scientifica sui brand trovi riscontro nelle pratiche fluide e dinamiche delle realtà aziendali e culturali del nostro Paese.

Dal 2015 Brandforum.it in collaborazione con “l’Arte di Vivere con Lentezza”, l’associazione fondata da Bruno Contigiani ha permesso a molti professionisti del mondo aziendale e culturale italiano di confrontarsi su un tema vivo nel dibattito sociale ovvero la necessità di comprendere quanto sia importante introdurre una sana #lentezza nella nostra vita e nelle pratiche aziendali.                                                                                                Nell’ambito di questa iniziativa promossa come smart goal dalla nostra facoltà, ho partecipato in veste di social media reporter all’evento “Slow Brand Festival” #SBF018, giunto quest’anno alla sua quarta edizione e tenutosi il 29 maggio in villa “La Cordata”, una suggestiva cornice slow incastonata nel cuore pulsante di Milano.

L’esperienza si è rivelata particolarmente stimolante permettendomi così di conoscere più da vicino molti brand – e rispettivi marketing e comunication managers – che da un po’ di anni a questa parte si stanno impegnando per rendere le pratiche e le proprie strategie aziendali più in sintonia con i tempi, le esigenze e le richieste sia dei dipendenti interni che dei trend e dei fenomeni del mercato. Sono stata particolarmente colpita dal panel “brand turismo e territorio”, dove si è illustrato come di fatto oggi, parlare di #slowlifeattitude significhi innanzitutto evidenziare tutto ciò che “slow” non è, mettendo dunque in evidenza le tante contraddizioni socialie comportamentaliche caratterizzano i nostri tempi: l’always on, la velocità, la rapidità d’azione sono, infatti, alcuni degli aspetti che si scontrano con la necessità di dedicarsi più a se stessi per recuperare una dimensione maggiormente fattiva e sensoriale, anche in ambito turistico.

Tuttavia, stando al parere degli esperti, dinanzi a questo “teatro di contraddizioni”, la soluzione nasce quasi spontaneamente e cioè attraverso la sostituzione dei “posti” con i “luoghi”, del tempo determinato e prestabilito degli impegni professionali con quello indeterminato e disteso della vacanza dei propri sogni.

I relatori hanno evidenziato come oggi, infatti, si parli sempre più di viaggiatorie sempre meno di turisti perchè scegliersi la vacanza, gli itinerari, i luoghi da visitare corrisponde ad un’esigenza più profondache è quella di conoscere, esplorare e vivere i luoghi che ci consentono di riconnetterci a noi stessi e di mappare in prima persona le nostre emozioni e sensazioni. È questo tipo di scelte che dimostrano, dunque, quanto il discorso di lentezza o #slowliness sia sempre più presente e centrale sia nella nostra vita, così comenelle pratiche professionali degli operatori turistici e non solo.

“Il tempo è l’attimo che riusciamo a riempire del nostro sé più vero e autentico”è stato detto durante un interventoa Slow Brand Festival. L’attitudine a “vivere con lentezza” èracchiusa in questa frase, nella capacità dunque di saper essere autentici e dare forma, spazio e tempo alle proprie passioni accelerando quando è necessario ma senza affrettarsi nel rallentare.

Rossella Monterisi

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