AMBIENT MARKETING: IL GLASS EMOTION BRIDGE DI VARESE

A Varese, in occasione della Varese Design Week – una sorta di passaggio del testimone con il Salone del Mobile di Milano– è stato installato per un mese, da metà aprile a metà maggio, il Glass Emotion Bridge: un ponte alto cinque metri realizzato completamente in vetro e acciaio che affascina, diverte e fa beneficenza.

Si tratta di un’iniziativa di ambient marketing che prende spunto dalla passerella di vetro sul Gran Canyon, anche se non ha nulla a che vedere con le emozioni che quest’ultima è in grado di suscitare e con l’afflusso turistico che ne consegue.                                                                                          Il ponte, sospeso in Piazza Podestà lungo il coso Matteotti a Varese, è stato ideato da Roberto Torsellini, fondatore della Torsellini Vetro che, insieme a un gruppo di imprenditori varesini e sponsor tecnici ed economici, ha deciso di creare un’installazione temporanea completamente realizzata in vetro e acciaio con lo scopo, a conferma dello stesso Torsellini, di <<stupire e colpire la gente>>. L’imprenditore ha affermato inoltre: <<Ci tenevo a fare qualcosa per Varese. E a furia di vedere foto di corso Matteotti deserto sui social ho buttato lì la scommessa: “facciamo un’installazione, poi vediamo se resta ancora vuoto”».

La realtà è che dietro a tutto ciò non c’è semplicemente una scommessa o un regalo per il turismo varesino, ma c’è una strategia di ambient marketingben precisa, che ha sfruttato l’ambiente per “incontrare” il target e che ha creato stupore e curiosità per catturare l’attenzione. L’installazione è stata inserita inoltre in un intervallo temporale limitato e non casuale (la settimana del design di Varese) e ciò, oltre a legittimare la sua presenza in una piazza storica, l’ha resa affascinante ed esclusiva. Inoltre, ha divertito e regalato la sensazione di camminare nel vuoto: una vera e propria esperienza che però non è stata a costo zero. Infatti, all’ingresso della struttura veniva richiesta una donazione da devolvere in beneficenza a quattro associazioni attive sul territorio con scopi solidali: la fondazione Giacomo Ascoli, il Circolo della Bontà Onlus, il corpo volontari di Protezione Civile Nucleo Mobile di pronto intervento e l’associazione On guidata dal giornalista televisivo Max Laudadio.

Il numero massimo di persone che potevano transitare sul ponte era  venti ma, come conferma Torsellini, <<lo è solo dal punto di vista di una migliore fruibilità dell’installazione>>. La  stabilità calcolata è simile a quella di una struttura in cemento armato, questo a dimostrazione che il vetro è un materiale resistente e, infatti, l’imprenditore ribadisce <<Se può servire a qualcosa, questa installazione vuole anche far cadere un tabù, far capire che il vetro ora è sicuro e pesante. Adesso le persone possono rendersi conto che le balaustre in vetro sono belle e sicure>>.

Il Glass Emotion Bridge è stato quindi intelligentemente in grado di riunire diversi interessi tra cui quello dell’azienda promotrice, della città di Varese, delle associazioni benefiche e degli sponsor, garantendo visibilità e pubblicità certa alla Torsellini Vetro, promuovendo il turismo nella città e operando in modo solidale sul territorio.

Alice Germani

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