COGITO ERGO WORK #4. Studi umanistici e lavoro: un’impresa possibile

Anche se gli occupati nel settore produttivo culturale italiano sono in crescita, bisogna ammettere che l’entrata nel mondo del lavoro per i laureati umanistici può essere difficoltosa, per cui è necessario fare uno sforzo in più e avere una forte motivazione per farsi valere

A parlare delle prospettive lavorative per i laureati nella Facoltà di Lettere e Filosofia è stata proprio una laureata in Filosofia, Chiara Manfredda, Responsabile Area Sistema Formativo e Capitale Umano di Assolombarda, in occasione del convegno Cogito… ergo work  che si è tenuto lunedì 19 Marzo presso l’Università Cattolica. Il problema di fondo risiede nel fatto che le lauree umanistiche hanno uno scarso orientamento al lavoro e non forniscono competenze specifiche e pratiche. Lo studio dovrebbe essere accompagnato da una formazione esperienziale e attiva, con occasioni di apprendimento pratico in collaborazione con realtà aziendali. Oltre ai tirocini curricolari, le università dovrebbero offrire un confronto costante con la realtà professionale attraverso testimonianze di manager, visite aziendali, laboratori didattici, studi di caso e project work che espongono alla dimensione applicativa della conoscenza.co

Tuttavia, non vanno sottovalutate le competenze distintive che i laureati in Lettere e Filosofia possiedono, e che sono sempre più ricercate nel mondo del lavoro. Infatti, le lauree umanistiche insegnano agli studenti un metodo di pensiero, stimolano un’apertura mentale, sviluppano lo spirito critico e la capacità relazionale. Questi sono importanti strumenti che permettono in primis la risoluzione di problemi che richiedono soluzioni creative e fuori dagli schemi. In secondo luogo, la formazione umanistica insegna ad avere una flessibilità tale da riuscire a mettersi in gioco, ad adattarsi anche a ruoli distanti da quelli canonici previsti dal percorso universitario. Inoltre, l’umanista è visto come facilitatore del gruppo di lavoro, per cui è molto apprezzato nelle aziende che mettono al centro il teamworking. 

Uno degli obiettivi di Assolombarda, l’associazione delle imprese che operano nelle province di Milano, Lodi, Monza e Brianza, è quello di aumentare le partnership tra imprese e università sul territorio lombardo. Chiara Manfredda sottolinea infatti l’importanza di queste pratiche sostenendo che, da una parte, le imprese, collaborando con le università, hanno l’opportunità di scoprire e valutare le competenze effettivamente possedute dai laureandi, mettendo da parte ogni pregiudizio. Dall’altra parte, gli studenti possono ricavare input preziosi per migliorare i propri curricula e ottengono utili occasioni di contatto con il mondo professionale, e le università riescono a stare più al passo con l’aggiornamento dei piani di studio.

Infine, è opportuno rivolgere uno sguardo al futuro, per chiederci quale impatto avranno i mutamenti che stanno avvenendo nel mondo del lavoro. Con la crescente pervasività del digital, si andranno a generare nuove aree di mestiere, nuove professioni dette “a banda larga” dove i laureati umanistici potranno destreggiarsi con abilità, poiché si tratterà di mestieri legati alla socializzazione, alla padronanza della lingua e dei processi di scrittura, alla mediazione culturale e all’interpretazione e sintesi dei big data.

 Per chi sta conseguendo una laurea umanistica è dunque importante fare tesoro delle competenze acquisite e saper cogliere anche quelle opportunità lavorative che sembrano distanti, ma in cui potrebbero ritagliarsi uno spazio adatto a sé, portando quella componente umana di cui le imprese hanno veramente bisogno.

Flavia Cimatti

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