COGITO ERGO WORK #3: Massimo Massagli e il nucleo di valutazione

Quest’anno L’Università Cattolica del Sacro Cuore è stato luogo di un convegno, organizzato dal Professor Eugeni, volto a far leva su quelle che possono essere le prospettive occupazionali dei laureati in Lettere e Filosofia.

L’incontro, dopo un iniziale momento di accoglienza tenuto da Angelo Bianchi, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, ha avuto l’occasione di avere una serie di ospiti come protagonisti del convegno: la Direttrice AlmaLaurea dell’Università di Bologna (Marina Timoteo), il Presidente del Comitato Scientifico Strategico di AlmaLaurea (Gilberto Antonelli), la Responsabile di Assolombarda dell’area sistema formativo e capitale umano (Chiara Manfredda), il Direttore del Nucleo di Valutazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Massimo Massagli) e la docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Antonella Sciarrone Alibrandi).

Inoltre, di interesse inestimabile e volto ad offrire un chiaro quadro esplicativo ed esperenziale, vi è stato il momento conclusivo della “Tavola rotonda” che ha visto seduti attorno innumerevoli rappresentanze laureate in Lettere e Filosofia.

Tra gli speech interessanti del convegno c’è stato quello di Massimo Massagli, Direttore del Nucleo di Valutazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Ha mostrato dei dati risultanti da un’indagine svolta sul corso di laurea di Lettere e Filosofia indagando sia su quanto emerge dal mondo degli studenti che su quello delle aziende. Gli attori sui quali ha rivolto l’attenzione sono quattro: studenti, università, realtà aziendale e attori politici.

Ad una prima domanda su che cosa chiedono le aziende e gli interessi che mostrano di avere verso l’area degli studi umanistici hanno risposto 104 aziende tra cui moltissime multinazionali. Da quest’indagine effettuata riscontriamo che le caratteristiche che deve possedere un candidato, per essere definito appetibile dalle aziende, sono molteplici: conoscere bene almeno una lingua straniera, avere buone conoscenze informatiche che lo avvicinino al mondo del digital, sapere bene che nell’area filosofica e letteraria è necessario avere ottime capacità di problem solving, capacità relazionale e comunicativa oltre che capacità di decidere in autonomia e sapendo assumersi le responsabilità.

Nelle indagini effettuate è stato anche chiesto se l’area aziendale assume effettivamente laureati in Lettere e Filosofia e la percentuale risulta essere del tutto positiva con ben il 57% di risposte affermative. Tra gli ambiti lavorativi di inserimento con percentuali in crescita riscontriamo i seguenti: selezione, organizzazione, gestione del personale e formazione all’83%, comunicazione, relazioni esterne e ufficio stampa al 61% e marketing al 32%.

Successivamente l’analisi di Massagli ha voluto soffermarsi sul rapporto tra università e il mondo del lavoro considerando e ponendo attenzione ai problemi che ne emergono sia da parte degli studenti che dalle aziende. In un primo momento, concentrandoci sul fronte degli studenti, è risultato evidente dagli esiti dell’indagine che negli studenti vi è carenza di preparazione e orientamento alla conoscenza del mondo del lavoro. Si è posto l’accento sull’aspetto vocazionale inteso come fondamentale per avere le idee più chiare su dove indirizzare la scelta del lavoro futuro. È riscontrabile anche che le idee degli studenti sugli sbocchi occupazionali rimangono perlopiù identiche e generiche durante il percorso universitario a quelle possedute prima di iniziare l’università. Spesso è visibile negli studenti forte passività e atteggiamento fideistico circa il futuro lavorativo che va dal posso fare tutto al tanto non potrò fare nulla.

Tutto ciò, dirà il Direttore del Nucleo di Valutazione dell’Ateneo, risulta essere un atteggiamento non utile dato che la capacità di fare e di applicare dipende dall’iniziativa e intraprendenza dello studente.

Tra i problemi riscontrabili da parte delle aziende, invece, abbiamo la non sempre chiara differenza tra lo studente triennale e quello magistrale, particolarmente per quanto riguarda le competenze. Le aziende necessitano di conoscenze, ma pur riconoscendo ai laureati di area letteraria e filosofica alcune prerogative potenziali (spirito critico, apertura e flessibilità mentale, capacità relazionale ecc…) non vedono né la valorizzazione né la messa a tema di ciò da parte dell’Università.

Gli sbocchi effettivi dei laureati, secondo i dati raccolti nelle indagini svolte dal Nucleo di Valutazione dal 2012 al 2016, per i laureati in area umanistica all’Università Cattolica del Sacro Cuore sono lusinghieri specie per chi conclude il proprio percorso dopo i cinque anni, aggirandosi attorno all’88 la percentuale di laureati che trovano lavoro. Molto importante è il dato secondo cui tale percentuale è di ben dieci punti maggiore rispetto ai dati di benchmark fornitoci dai dati raccolti da AlmaLaurea; inoltre, il tempo impiegato per trovare lavoro è la metà rispetto a quello di cui ci parlano i dati AlmaLaurea anche per i laureati ad un anno dal conseguimento del titolo.

Secondo tali indagini è possibile individuare anche quali sono i settori in cui lavorano i laureati dell’area umanistica. Vi è una percentuale molto alta per quanto riguarda l’insegnamento, formazione e orientamento aggirandosi intorno al 25%, a seguire anche occupazione nell’ambito di agenzie di P.R., comunicazione, promozione e pubblicità al 13,2% ed editoria, mass media e cinema al 13,5%.

La tipologia di contratto lavorativo stipulato cambia a seconda del titolo conseguito. Nel caso del titolo di laurea triennale, vi è la presenza di una più alta percentuale di contratti a tempo determinato, il trend si mostra tendenzialmente positivo perché con il proseguimento degli anni trascorsi dal conseguimento della laurea aumenta anche la percentuale di contratti a tempo indeterminato. Per la laurea magistrale si registra una stessa dinamica positiva, la percentuale di contratti a tempo indeterminato sale con il passare del tempo dal titolo conseguito.

Secondo il Massimo Massagli il quadro che emerge dai dati dell’Università Cattolica è del tutto positivo anche in relazione alle situazioni esterne dei laureati di altri atenei, collocati specialmente nel centro e nel meridione di Italia.È sempre opportuno, però, domandarsi se si può fare di più per cambiare le sorti dei laureati in Lettere e Filosofia e per migliorare il loro incontro con il mondo del lavoro. Tra le competenze a cui rifarsi, in modo da far la differenza, vi sono le competenze extra disciplinari. Al giorno d’oggi, afferma il Direttore, il mondo del lavoro non vuole solo conoscenze, ma anche competenze tra le quali far spiccare quelle personali.

Competenze come flessibilità cognitiva, orientamento al servizio, intelligenza emotiva, capacità di coordinarsi con gli altri, risoluzione dei problemi complessi e pensiero critico sono costanti per un laureato in Lettere e Filosofia e sono anche quelle capacità che fanno la differenza in fase di colloquio.

L’Università Cattolica del Sacro Cuore per incentivare queste competenze, basilari per un laureato in area umanistica e per far sì che possa verificarsi un avvicinamento con il mondo del lavoro, ha saputo e sa accostare sempre di più al percorso di studio anche Workshop, Career Path, Speed Speech anche grazie a Stage&Placement.

Adriana Pellegrino

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