ALTERED CARBON: vale veramente la pena di vivere per sempre?

Corre l’anno 2384 e ci troviamo in una San Francisco in cui la morte viene sconfitta trasferendo continuamente la coscienza umana in nuovi corpi biologici. Ovviamente tutto questo ha dei costi e non a tutti è permesso essere davvero immortali.

Al vasto ed interessante catalogo Netflix, che negli ultimi tempi ci regala (quasi sempre) dei capolavori, possiamo aggiungere dallo scorso febbraio la nuova serie cyber punk Altered Carbon. Si tratta di una serie televisiva statunitense creata da Laeta Kalogridis e tratta dal romanzo di Richard K. Morgan. Gli appassionati di fantascienza possono tirare un sospiro di sollievo di fronte ad una serie complessa e dalle molte anime come questa: capace con le sue molte vite e corpi di unire il poliziesco e il noir all’action integrando il tutto con una serie di indugi e colpi di scena sempre dietro l’angolo.

L’identità umana non è la solita che noi conosciamo: siamo di fatti calati in un universo futuristico ricco di suggestioni e di misteri. La presenza di clonazioni ed intelligenze artificiali sono all’ordine del giorno. Di fatti una nuova rivoluzione tecnologica, detta “pila corticale”: è inserita chirurgicamente nella colonna vertebrale e permette il trasferimento dell’anima da un corpo all’altro; soltanto la sua distruzione può comportare la vera morte. Così facendo, i ricordi e il vissuto di ciascun individuo vengono trasferiti come se i corpi fossero dei computer all’interno dei quali poter inserire delle memorie portatili. Non a tutti però è concesso il trasferimento in un corpo all’altezza delle aspettative o che incarni dei canoni compatibili all’originale (vediamo casi di bambine reincarnate in corpi di anziane o di donne in corpi da uomini) a causa delle scarse condizioni economiche. Esistono però, dall’altra parte, i cosiddetti Mat (Matusalemme), ovvero quei multimiliardari che vivono da migliaia di anni. Loro sono in possesso di più cloni, possono permettersi i migliori corpi e hanno a disposizione dei backup di loro stessi qualora volessero resettare parti della loro esistenza.

Protagonista della serie è Takeshi Kovacs, un ex combattente di speciali unità militari denominati Spedi che opponendosi al Protettorato verrà ucciso e si vedrà reincarnato, solo dopo 250 anni, nel corpo di Elias Ryker, agente di polizia di San Francisco. Quest’ultimo verrà ingaggiato dall’uomo più ricco del pianeta che vuole indagare sulla “propria” misteriosa morte di cui non ricorda nulla grazie al backup. Come ricompensa, allo Spedi che dovrà superare numerosi ostacoli, viene promesso ogni ricchezza e libertà dai crimini commessi in passato, ma in realtà dietro a ciò che viene scoperto si cela molto di più.

In Altered Carbon siamo in presenza della fantascienza più pura perché capace di farci riflettere sulle tante questioni morali che fanno da fulcro alla storia, ma anche sulla paura mostrata di fronte alla non accettazione dei limiti imposti ad una sola parte degli umani.

La storia è avvincente e arrivati alla fine dei dieci episodi rimane la voglia di attendere il proseguo che, a detta delle ultime indiscrezioni, dovrebbe non tardare ad arrivare.

 Adriana Pellegrino

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