Il colloquio: cosa chiedere e cosa non chiedere?

Domandare o non domandare?Questo è il dilemma.Il colloquio è andato bene, hai risposto a tutte le domande appropriatamente e sai che sta arrivando il momento dei saluti. Devi concludere bene, ci tieni troppo a questa posizione e devi giocartela al massimo. Sai che tra poco la hr ti chiederà se hai delle domande e tu non puoi fare scena muta o, peggio ancora, fare domande inopportune.

In occasione dello Speed Speech del 22 febbraio abbiamo chiesto a Synergie quali sono le domande da fare (e soprattutto le domande da non fare!) a un colloquio di lavoro.

Che domande fare?

Fare domande al termine di un colloquio è sinonimo di proattività e viene generalmente apprezzato da chi si occupa di selezione del personale.

Essere preparati e fare domande inerenti all’azienda e alla posizione (ovviamente chiedendo informazioni non presenti nella job description!) sono un ottimo modo per mostrare interesse nei confronti della posizione aperta. Potreste anche domandare come è strutturata l’azienda al suo interno e quali sono le figure che compongono il team con cui lavorerete.

Che domande NON fare?

Non chiedere come è andato il colloquio. Sarà cura del selezionatore darvi un feedback nei giorni successivi, sia in caso positivo, sia in caso negativo.

Retribuzione e orari di lavoro non devono essere chiesti, soprattutto in sede di primo colloquio. Nel caso in cui l’hr non toccasse questo tema, è meglio aspettare il secondo o terzo colloquio per discutere degli aspetti più pratici, senza porgere domande dirette, ma usando frasi come: “il mio inquadramento attuale è il seguente”, oppure “al momento la mia posizione/il mio contratto prevede che…”. In questo modo potrete dare un quadro del vostro stato al selezionatore, che potrà farvi una proposta in linea con i vostri standard.

Ilaria Rossini

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