Elena Mazzi: un’arte che parte dalle persone e con le persone

Elena Mazzi è una giovane artista contemporanea interessata ad approfondire il rapporto tra l’uomo e l’ambiente. Svolge un lavoro antropologico che si declina in varie forme, simboli e narrative, che partono sempre dal territorio in cui sceglie di operare: Elena decide il luogo e cerca di conoscerlo per le sue peculiarità attraverso le persone che lo abitano. Questa costante viene mantenuta nelle tematiche dei suoi progetti, che sono varie e si interfacciano con discipline diverse: la scoperta del territorio passa anche attraverso il dialogo con le scienze (geografia, geologia, finanza…), i contesti materiali, le tradizioni.

L’incontro con Elena Mazzi

Mercoledì 24 gennaio ho partecipato ad un incontro con Elena Mazzi in dialogo con la curatrice Marta Ferretti, proposto da nctm e l’arte e intitolato Perché guardare ai territori? Durante questo incontro l’artista ha raccontato alcuni dei suoi progetti che, pur diversi tra loro nelle forme di espressione e per le discipline con cui si intersecano, mantengono il costante interesse antropologico per il territorio. Il suo lavoro è un continuo dialogo, scambio e confronto con le persone, ma tiene sempre saldi alcuni punti (non necessariamente in questo ordine):

  • Scelta del tema
  • Territorio
  • Lavoro con le persone
  • Sintesi finale (in varie forme e rappresentazioni)

Alcuni progetti di Elena Mazzi

A fragmented world

Questo progetto si ispira alla “teoria della fratture”, elaborata dal fisico Bruno Giorgini. Un tema trasversale all’uomo, perché fa parte della sua vita ma anche dell’ambiente in cui vive. La frattura, la crisi, la rottura non è soltanto un fenomeno geo-fisico ma anche socio-politico: a tutti capita di vivere una rottura, di attraversare un momento di crisi che sfocia poi in un cambiamento che non poteva essere previsto a priori. Elena ha scelto di approfondire questa teoria contestualizzandola ad un luogo fisico: il vulcano Etna, in Sicilia. Qui, le fratture create continuamente dalle eruzioni rendono possibile vedere fisicamente il processo di costante trasformazione. Ma come lo vive la gente del luogo?

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con la filmmaker Sara Tirelli e con l’aiuto e l’appoggio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania. Partendo dalle mappe 3D fornite dall’Istituto – realizzate ogni dieci anni – lo scopo del progetto era creare un dialogo tra queste e le nuove immagini in movimento per vedere i cambiamenti nel panorama.

Elena è arrivata a realizzare un’installazione video a tre canali che è possibile vedere qui. C’è un file rouge in quest’opera che dice molto sull’approccio che Elena ha nel guardare il territorio partendo dalle persone: vediamo un uomo siciliano che ama allenarsi sull’Etna e viene filmato nei video mentre corre tra le fratture della Terra, saltando da una roccia all’altra. Dialogando con lui, Elena è riuscita a capire molto di quel luogo dal punto di vista di uno che lo vive.

Atlante energetico

Il tema da cui parte questo progetto è l’energia, che viene indagata e declinata nel territorio piemontese: in particolare Elena si focalizza sulle risaie, una risorsa molto importante in questi luoghi. In questo caso il lavoro prende varie forme: dalle esposizioni alle performance, dai workshop alle conferenze, in cui sono coinvolti anche alcuni giovani artisti.

Il progetto è molto ricco e variegato. Un aspetto che ho trovato particolarmente interessante è come Elena, grazie al dialogo, sia arrivata a scoprire il modo in cui la gente del posto ha affrontato l’evolversi del mercato sempre più in contatto con la Cina. Il riso è una risorsa alimentare molto presente anche in Oriente, ma qui nel torinese i produttori di riso italiani e cinesi sono arrivati ad un accordo che hanno unito in un unico simbolo (si può vedere qui), a dimostrazione di come il dialogo possa aprire nuove prospettive.

AIR Campo

L’ultimo progetto di cui Elena ha parlato è stato quello di Campo, un piccolo paesino in provincia di Verona abitato ormai da una sola famiglia. Questo programma di residenza è stato realizzato per artisti studenti a cura dell’Accademia di Belle Arti di Verona in collaborazione con la Fondazione Campo.

Il ruolo di Elena nel progetto è stato quello di insegnare e aiutare i cinque studenti selezionati a guardare il territorio con una nuova prospettiva che include non solo la dimensione fisica e ambientale ma anche quella storica e sociale. Porsi in relazione, insomma: questa è stata la competenza fondamentale che i ragazzi hanno acquisito in questo lavoro.

Un’artista contemporanea giovane e tutta da scoprire

Ho scelto di parlarvi di Elena Mazzi perché i suoi lavori ci permettono di capire come l’arte possa comunicare le persone e i territori, ma anche con le persone e i territori: stimolando scambi di pensieri, informazioni, vissuti ed esperienze Elena impara tanto e si serve poi di questo patrimonio per costruire una sintesi che di volta in volta può assumere varie forme rappresentative e narrative. Un tema, un contesto, le persone: l’arte.

Valeria Sali

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