ON AIR. ALEX PERONI: CONOSCERE, SCEGLIERE E PROGRAMMARE LA MUSICA IN RADIO

È stato Alex Peroni l’ospite del secondo appuntamento del laboratorio ON AIR che si p tenuto sabato 18 marzo 2017 e interamente dedicato alla programmazione musicale per la piattaforma radiofonica. Un incontro importante per i CIMERS che a breve collaboreranno alla creazione della web radio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

alex-peroni-uat39

Alex Peroni da rtl.it

Alex Peroni è infatti una delle voci e dei nomi più noti della radio. Speaker, Dj e music selector, la sua carriera inizia quando nel 1976, ancora liceale, debutta come Dj a Radio Uno Lombardia; passa poi a Radio ‘Studio’ 105 dove per quindici anni conduce programmi come “Rockmania” e “Discomania Mix” e riveste i ruoli di Head of Music e Direttore di Programmi. Si sposta poi a R.T.I., a Radio Rai, per approdare nel 2003 a RTL 102.5 con la conduzione di “ Tram Tram”, di “The Flight” e di “ Music Drive” nei week-ends. Oggi dirige “ iTunes TOP 20” all’interno di “The Flight”.

Il suo incontro con la musica ed in particolare con il rock è stato piuttosto atipico, frutto di una sorta di “bullismo musicale”, come ha raccontato: <<Ero un ragazzino ed i miei compagni di classe, più grandi, mi avevano imposto di ascoltare una cassetta di musica rock. Da allora non ho più smesso>>.

L’ospite ha offerto agli studenti una panoramica della musica che, nata negli anni ’60, circolava quando ha iniziato a fare radio. <<È importante conoscere la musica, tutto quello che c’è stato prima ma anche quello che non piace; bisogna imparare ad apprezzarlo, bisogna capirlo>> ha affermato Alex Peroni.  Si parte, quindi, con la Steve Miller Band in America per poi spostarsi in Inghilterra con il Glam Rock e il “travestitismo” dei Queen, di David Bowie e i T-Rex.  Ha spiegato che nel 1975 è il rock americano ad essere il filone principale e che si evolve poi nell’ hard rock con i Led Zeppelin e nell’ heavy metal tagliando gradualmente fuori le donne: sono poche, infatti, quelle che ascoltano questo genere.

20170318_113006

I ragazzi di ON AIR con Alex Peroni al centro

Quando nel ‘77 arriva la disco music lo scenario cambia; sono gli anni della svolta perché il nuovo fenomeno musicale è accompagnato da un fenomeno sociale: la nascita delle discoteche con i disk jockey, che sostituiscono le sale da ballo in cui suonavano i complessi.

<<In qualche locale, quando le orchestre prendevano le pause, c’era un impianto giradischi con cui si metteva la musica in sottofondo. Con la disco music quest’impianto diventa sempre più fondamentale perché i pezzi sono sempre più numerosi e l’orchestra non riesce più a starci dietro. È così che nascono le discoteche, quando gli impianti diventano più grandi e migliori>> spiega Peroni.

È in questi anni che nascono le radio libere in cui la musica trasmessa inizialmente è la stessa delle discoteche. Con “Love to love you baby” però cambia tutto: 16 minuti e 49 secondi di canzone, troppo per la radio. Si inizia a parlare di “versioni” diverse, per la radio e per la discoteca: se le versioni per le discoteche sono troppo lunghe per la radio, allo stesso tempo però sono anche più belle. Per non allontanare gli ascoltatori si ricorrere quindi alla soluzione di trasmettere la versione da discoteca “tagliata”: è in questo contesto che la figura dell’head of music (il responsabile della musica) inizia a specializzarsi.

<<Quando arriva la musica house insieme all’ hip hop e al rap la distanza tra giovani e radio aumenta>> ha proseguito Alex Peroni.  Si tratta di musica completamente non radiofonica che le radio non trasmettono e che i giovani, di conseguenza, vanno a cercare altrove.

Tuttavia saranno gli stessi Dj a dare vita ai più esplosivi successi degli ultimi anni: sono loro, infatti, che adattano ritmi più musicali strutturando le canzoni “ad hoc” per far la radio. Per spiegarlo l’ospite ha fatto ascoltare “When love takes over” di David Guetta Feat. Kelly Rowland uscita nel 2009 e che si compone di poche strofe cantate e ripetitive che hanno come base sempre lo stesso ritmo: c’è una breve introduzione, una breve strofa ed il ritornello tutto nei primi 30-40 secondi ed il finale è identico all’inizio.

20170318_095046

Un momento della lezione con Alex Peroni

<<Ma quali sono i fenomeni del presente e qual è oggi il ruolo del programmatore musicale?>> ha domandato una studentessa; Alex Peroni ha affermato che oggi i cliché sono sempre gli stessi, il linguaggio musicale si ripete continuamente: <<Pensate ai One Direction. -ha affermato- Sono una boy band come le altre, come lo erano i Blue. Il selezionatore musicale riconosce i cliché ed è suo compito capire se ci si trova di fronte a qualcosa che può diventare moda e se può funzionare in quel momento>>. Anche la radio, infatti, sembra essersi arresa a quelli che sono i gusti “commerciali”, alle hit del momento: non esistono più il “lancio del disco”, il rischio, la scelta; tutto è già deciso: si trasmette sempre la stessa musica, le canzoni già conosciute. <<I risultati finali però non dicono che questo fa calare gli ascolti, anzi funziona>> ha concluso Alex Peroni con rassegnazione.

Gli ultimi momenti della lezione sono stati dedicati agli aspetti più tecnici della programmazione musicale: l’ospite ha spiegato cosa sia il “clock”, il cuore della strategia dell’emittente che viene poi sviluppato nella scaletta finale ed ha mostrato un programma di regia informatica che gli studenti più curiosi sono stati invitati a testare sotto la sua guida.

Non resta che continuare a fare pratica, imparare e mettersi in gioco tenendo a mente che per avere una web radio di successo <<bisogna ragionare in termini di target, di nicchia>>,  questo l’ultimo consiglio lasciato agli studenti da Alex Peroni.

CIMOreporterNoemi Galliero

Annunci