TOURNEE DA BAR: se Shakespeare va al pub

Attori, musicisti e luci soffuse: in scena va il più noto dei capolavori di Shakespeare, Romeo e Giulietta, ma la location non è un grande teatro, bensì la birreria. Ideatore dell’esperimento è il milanese Davide Palla, un attore che dopo anni di spettacoli in Teatri Stabili ha deciso di mettersi alla prova fuori dai tradizionali luoghi di spettacolo, portando il più classico dei classici in birreria. Lui stesso ha accettato di spiegarci l’innovativo progetto rilasciando un’intervista esclusiva a CIMOinfo.

 Come e perché nasce il progetto Tournée da bar?

Mio padre è uno scenografo quindi io sono figlio d’arte e la passione per la recitazione è venuta naturale. Il progetto invece è nato cinque anni fa, nel 2012, da un aneddoto divertente. Mi trovavo una sera in un bar con amici, in quel periodo stavo preparando uno spettacolo e stavo spiegando in cosa consistesse. Allora sono salito su una sedia per recitare, credendo che solo gli amici mi stessero guardando. Alla fine della scena invece tutta la sala era attenta ed è partito un applauso: lì ho capito che il teatro non doveva necessariamente stare lontano da luoghi più comuni e alternativi.

Come mai proprio Shakespeare?

Inizialmente ho portato in scena spettacoli di burattini, quelli che scrivevo in quel periodo, poi ho pensato che se davvero volevo avvicinare le persone al teatro e attrarre nuovi spettatori serviva qualcosa di più classico. Ho coinvolto altri attori e musicisti, ho fatto degli adattamenti dei testi e questi sono piaciuti moltissimo. Il pubblico di Tournée da bar è composto al 40 % da giovani under 25 a cui mostriamo che il teatro è bello e accessibile e che Shakespeare ha scritto storie meravigliose di passioni ancora oggi molto attuali.

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Giovani e teatro: come hai trovato il sostegno economico necessario?

Un grande aiuto è venuto dal bando culturale dell’associazione cheFare, con cui ho potuto avviare il mio progetto di start up. Poi ho dovuto imparare qualcosa di marketing, organizzazione e comunicazione. Gli artisti tendono a sminuire queste competenze perché non sono “vera arte” ma l’aspetto teatrale da solo non basta. Bisogna saper gestire la materia con una sorta di imprenditoria culturale o il miglior spettacolo non può avere successo.  Inoltre collaboriamo con il Teatro Carcano, che ci sostiene e ci produce, e questo è per noi un riconoscimento importantissimo.

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Quanti e quali sono gli spettacoli in archivio?

Ad oggi gli spettacoli sono cinque: due drammaturgie originali e la trilogia Shakespeariana: Otello, Romeo & Giulietta e Amleto. La cosa bella è che sono in continuo cambiamento e perfezionamento, di serata in serata capiamo sempre di più come migliorare gli spettacoli, cos’altro inserire, cosa il pubblico preferisce.

La scenografia è piuttosto ridotta, una scelta obbligata o funzionale?

Entrambe le cose. Gli ambienti di bar e pub in cui ci esibiamo sono molto ristretti e non c’è posto per grandi palchi e scenografie. D’altra parte non sono necessari molti oggetti di scena, i nostri costumi sono minimalisti, cappelli e spade si ripongono in una scatola e questo è sufficiente. Il mio primo intento non è certo quello estetico ma va bene così, l’importante è che la rappresentazione arrivi al pubblico. Inoltre man mano che proseguiamo gli spettatori sono sempre di più e diventa necessario ridurre al minimo lo spazio della scena per farli sedere tutti in “platea”.

Perché proprio la birreria? E’ un modo per nobilitarla attraverso il teatro?

Io non parlerei di nobilitazione, ma di diverso uso e destinazione di un luogo in cui tutti vanno. Certo, potendo scegliere preferirei che tutti andassero al bar per vedere Shakespeare invece che una partita di calcio, ma le due cose non sono necessariamente in contrasto. Inoltre i classici rispondono benissimo a questo luogo perché Shakespeare scriveva testi da rappresentare al Globe Theatre, che era molto più simile a un bar che a un teatro moderno, con gente che parlava, beveva e si muoveva.

Cosa c’è nella tua agenda nei prossimi mesi?

Innanzitutto la tournée nazionale: dai teatri di Milano siamo passati a quelli della Lombardia e entro fine anno gireremo tutta l’Italia. Poi una collaborazione prestigiosa con il Teatro Carcano: il 13 febbraio porteremo il nostro Otello a teatro, in una serata che cambierà la location ma non lo spirito. Manterremo le solite modalità nuove e interattive, nell’ottica di abbattere le barriere tra attori e spettatori: siete tutti invitati!

CIMOreporter – Chiara Caledoni

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