WIRELESS POWER. Una storia di INNOVAZIONE

La storia di oggi ha due ingredienti fondamentali: l’innovazione e l’immaginazione.
La parola innovazione risuona sempre più frequentemente nelle nostre vite e in tanti e diversi ambiti. Ma cosa vuol dire innovare?

Innovare deriva dal latino: in e novare, cioè far nuovo, da novus nuovo. Per cui si riferisce all’alterare l’ordine delle cose stabilite per permettere di fare cose nuove, giungendo a soluzioni nuove. L’innovazione di questa storia parte da molto lontano: da Nikola Tesla.
Conosciuto per la corrente alternata, la sua immaginazione va ben oltre, progetta e brevetta strumenti che possano distribuire l’energia senza cavi o costruzioni pensando ad uno scenario in cui la terra sia un’inesauribile generatore di corrente e l’universo un luogo dove tutto è interconnesso: uomo, natura e tecnologia.

In un certo senso arriva alla formulazione di uno strumento che risponda a queste caratteristiche, il trasmettitore d’amplificazione, ma certo non avrebbe potuto prevedere lo sviluppo che oggi tale tecnologia ha assunto. Proprio per questo è considerato il vero inventore, il precursore della distribuzione wireless della corrente.
Ecco allora delinearsi i protagonisti di questa storia: la figura di un innovatore, Tesla, e di un’innovazione che ha radici lontane ma che oggi si sta affermando sempre di più: la tecnologia wireless. Parlare di tecnologia wireless e in particolare di ricarica wireless vuol dire pensare ad un dispositivo che permetta di ricaricare le batterie come ad esempio quelle del cellulare, senza fili e prese elettriche ma attraverso l’induzione elettromagnetica. Infatti non è più necessario collegare il cellulare ad un filo per ricaricarlo ma adagiarlo su un dispositivo che dal contatto con lo smartphone si illuminerà dando avvio alla carica della batteria.
Questo è il processo mostrato in pochi secondi nella pubblicità del nuovo smartphone di Samsung.

Mentre per Tesla questa era un possibile sviluppo della sua visionaria idea, negli ultimi anni aziende come IDT (Integrated Device Technology) e altre hanno sviluppato dispositivi adatti a funzionare in questo modo.
L’idea assomiglia a quella della ricarica dello spazzolino da denti elettrico che richiede una piccola corrente per caricare l’accumulatore interno. La scommessa è stata quella di progettare meccanismi di corrente senza una connessione filiare ma che tramite l’accoppiamento a bassa frequenza sono in grado di trasmettere energia.
La visone del wireless power non si ferma qui, va ben oltre. Infatti questo sistema è stato inserito anche all’interno di tavoli, comodini e altri oggetti d’arredo che sfruttando questa tecnologia consentono di non utilizzare più caricabatterie “tradizionali” ma si offrono essi stessi per questa funzione.
È un trend questo che si sta sviluppando riscontrando molto interesse da parte di aziende come McDonald e Ikea. Ikea infatti ha progettato una tipologia di arredamento con caricabatterie integrato che utilizza proprio il wireless power.
Lo scenario prospettato è quello di poter essere in un bar di Londra, bere un caffè e intanto caricare lo smartphone appoggiandolo sul tavolo senza bisogno di adattatori per prese elettriche o cavi.

Giulia Ottaiano

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