La notte degli Oscar in diretta

La notte degli Oscar è finalmente arrivata e noi di CIMOinfo abbiamo deciso di seguirla e commentarla su questa pagina che aggiorneremo in diretta con tutti i vincitori dell’88sima edizione. Seguiteci!

L’attesa è finalmente terminata. Fuori il red carpet e spazio alla cerimonia. Si parte con il solito monologo iniziale del presentatore, che quest’anno è Chris Rock, il quale aveva già condotto l’edizione del 2005. A differenza delle scorse edizioni la premiazione partirà dalle migliori sceneggiature.

Nel monologo iniziale Chris Rock gioca con molta intelligenza sulla dibattuta controversia riguardo l’assenza di neri fra i candidati, sciogliendo con ironia le accuse di razzismo mosse all’Academy. Un discorso molto diverso dai soliti monologhi che precedono gli Oscar, molto forte.

Premio per la migliore sceneggiatura originale: come da pronostico se lo aggiudicano Tom McCarthy e Josh Singer per Spotlight, premiati da Charlize Theron.

Premio per la migliore sceneggiatura non originale: premiano Ryan Gosling e Russel Crowe. Vincono Charles Randolph ed Adam McKay per Big Short. McKay sul palco invita a non votare i politici americani legati alle compagnie petrolifere e finanziarie.

I primi due premi sono stati assegnati a film con forti connotazioni politiche.

Sara Silverman, con un’ironia tutta americana e abbastanza rivedibile, presenta Sam Smith, autore di Writing’s on the wall, canzone presente in Spectre e candidata come migliore canzone originale.

Premio per la migliore attrice non protagonista: premia J.K. Simmons, migliore attore non protagonista della scorsa edizione. Vince con qualche sorpresa Alicia Vikander; per l’attrice è la prima statuetta alla prima candidatura.

Cate Blanchett sale sul palco in tutta la sua ineguagliabile eleganza per premiare per i migliori costumi. A vincere è Jenny Beavan per Mad Max: Fury road. Per lei si tratta del secondo premio Oscar in carriera. “Mad Max potrebbe essere profetico, se non la smettiamo di inquinare il nostro ambiente” dichiara sul palco.

Premio per la miglior scenografia: ancora un premio per Mad Max: Fury road, per la scenografia  di Colin Gibson e Lisa Thompson.

Premio per miglior trucco e acconciatura. Vince ancora Mad Max: Fury road e a premiare i vincitori ci sono Margot Robbie e il premio Oscar Jared Leto.

Si procede ancora con altri due premi tecnici, dopo il grande exploit di Mad Max fino ad ora. Si premiano fotografia e montaggio.

Premio alla migliore fotografia: lo aggiudica Emmanuel Lubezki, direttore della fotografia di The Revenant, al terzo Oscar consecutivo dopo Gravity e Birdman. Premio meritatissimo e ampiamente pronosticato.

Premio al miglior montaggio: ancora un premio tecnico per Mad Max! A vincere, meritatamente, è Margaret Sixel, per un premio in cui la competizione era più alta dei precedenti. Anche per la Sixel (che è la moglie di George Miller),  primo premio alla prima nomination per un film che conta circa 2700 tagli di montaggio.

Premio al miglior montaggio sonoro: vince ancora Mad Max con Mark Mangini e David White. L’allegria sul volto del settantenne George Miller è finora una delle cose più belle della serata.

Premio al miglior sonoro: manco a dirlo, ancora Mad Max.

Premio ai migliori effetti speciali: se lo aggiudica Ex Machina, il film fantascientifico di Alex Garland che concorreva anche per la sceneggiatura originale.

Il primo grande escluso della serata è senza dubbio Star Wars, ignorato per le nomination artistiche, ma che vantava 5 candidature per premi di natura tecnica che non si sono trasformati in premi.

Mad Max è già da ora la pellicola che porterà a casa il maggior numero di premi.

Nel frattempo Chris Rock, la cui presenza sul palco non è fra quelle memorabili, si cimenta in una (già vista) fittizia raccolta di denaro con gli ospiti del Kodac Center.

Premio al miglior corto d’animazione: vince Bear Story.

E a proposito di orsi, che quest’anno sembrano molto apprezzati dall’Academy, la squadra di The Revenant ne ha portato uno anche al Kodac Center.

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Premio al miglior film d’animazione: vincono Pete Docter e Ronnie Del Carmen per Inside Out. In questo caso non c’era molta storia; si tratta di un film che è stato molto apprezzato dalla critica e definito (a dovere) come rivoluzionario nell’universo animato Disney Pixar. Per la Pixar è l’ottava statuetta, che mancava da 3 anni quando la vinse The Brave. Entrambi gli autori del film hanno affermato di essersi ispirati ai propri figli nell’ideazione del film.

Ora sul palco c’è The Weeknd che canta Earned it, altra canzone candidata come migliore canzone originale presente in 50 sfumature di grigio.

Viene trasmesso un video in cui Chris Rock ferma dei neri fuori da un cinema. Il presentatore gli fa delle domande insistendo ancora sulla questione del razzismo verso la comunità nera americana con un’ironia che inizia a diventare un po’ ridondante.

Premio per il miglior attore non protagonista: vince Mark Rylance alla sua prima candidatura, per Il ponte delle spie. Si tratta della prima grande sorpresa di questa edizione degli Oscar, non tanto per la qualità della sua performance (che è di grande qualità), quanto perché tutti i pronostici indicavano Stallone come sicuro vincitore. La categoria era comunque estremamente competitiva e anche gli altri candidati, fra cui Christian Bale e Tom Hardy, avrebbero meritato il premio.

Premio al miglior cortometraggio documentario: vince A girl in the river per la regia di Sharmeen Obaid-Chinoy al suo secondo premio Oscar in carriera.

Premio al miglior documentario: rispettando tutti i pronostici vince Amy, il film documentario su Amy Winehouse diretto da Asif Kapadia, che dedica la vittoria a tutti i fan della cantante scomparsa.

Entra sul palco Cheryl Boone Isaacs, la direttrice dell’Academy Awards, che auspicando ad un futuro più inclusivo del mondo del cinema americano cita Martin Luther King.

Bel momento al Kodac Center, quando Dave Grohl, frontman dei Foo Fighters celebra la memoria di grandi personaggi del cinema scomparsi. Mentre il cantante interpreta una canzone dei Beatles, sullo schermo scorrono tante immagini di protagonisti della storia del cinema, tra cui anche il nostro indimenticato Ettore Scola.

Si torna alla premiazione, con l’Oscar per il miglior cortometraggio: vince Stutterer, diretto da Benjamin Cleary, il quale in fase di ringraziamento rilancia un sano patriottismo irlandese.

Premio al miglior film straniero: vince il film ungherese The Son of Saul, che guadagna così il secondo Oscar nella storia dell’Ungheria. Anche qui poche sorprese, il successo del film era ampiamente pronosticato.

Sale sul palco il vicepresidente degli Stati Uniti, Joe Biden, che oltre a presentare la terza canzone candidata agli Oscar, sensibilizza il pubblico sul tema della violenza contro le donne, pur rimarcando i notevoli successi ottenuti dal governo Obama (Beh, Gli USA sono in piena campagna elettorale).

Grandissima performance di Lady Gaga la quale ha interpretato la sua Til it happens to you (presente in The Hunting Ground) al pianoforte, concludendo in un mare di applausi da parte di tutta la platea del Kodac Center. Sul palco l’ha raggiunta un gruppo di ragazze in segno di solidarietà sul tema della violenza contro le donne.

Uno dei momenti più attesi dal pubblico italiani, il premio per la miglior colonna sonora: a vincerlo è il Maestro Ennio Morricone al quale la platea dedica una commossa e lunga accoglienza. Bellissimo l’abbraccio tra Morricone e Quincy Jones, che lo premia sul palco. Il Maestro, decisamente emozionato, legge i suoi ringraziamenti in italiano accompagnato dal figlio e li rivolge a sua moglie e a Quentin Tarantino, rendendo merito anche a John Williams (autore della colonna sonora di Star Wars). Per Morricone si tratta del primo Oscar dopo quello alla carriera del 2007. Anche quest’anno c’è un pezzo di Italia agli Oscar, per un premio che rende giustizia anche al colpevolmente ignorato The Hateful hate.

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Premio per la miglior canzone: vince Sam Smith con la sua Writing’s on the wall del film Spectre.

Premio alla miglior regia: Alejandro Inarritu vince il suo secondo Oscar consecutivo per la regia di The Revenant. Anche in questo caso si tratta di una vittoria attesa, anche se c’era una discreta competizione, specie con Spotlight. L’idea è comunque che Inarritu non abbia rubato nulla. Il regista messicano dà la sua benedizione ufficiale anche al povero Leo Di Caprio, definito come l’anima del suo film. Si tratta per altro di un premio storico: non succedeva dagli anni ’50 che un regista vincesse due premi consecutivi.

Siamo ormai entrati nel clou della serata, ovvero l’assegnazione dei premi per migliore attrice, Leonardo Di Caprio e miglior film.

Premio alla migliore attrice: con grandissimo merito vince Brie Larson, la protagonista di Room. Per l’attrice si tratta del primo Oscar alla prima candidatura, per un risultato un po’ in controtendenza con i pronostici che vedevano come grandi favorite due attrici molto amate dalla Academy come Cate Blanchett e Jennifer Lawrence.

Eccoci, finalmente, al premio per il migliore attore: vince, senza alcuna sorpresa, Leonardo Di Caprio. Anche i volti degli altri concorrenti, da Redmayne a Brian Cranston sembrano più rilassati, almeno tanto quanto il suo. Leo sul palco cerca di sensibilizzare il tema del cambiamento ambientale, ricordando come per The Revenant la troupe si sia dovuta spostare al Polo sud per trovare della neve: “Non diamo per scontato questo pianeta”. Fra i ringraziamenti Di Caprio la prende alla lontana, visti gli arretrati evidentemente, e oltre ai soliti membri del suo film ringrazia anche il suo maestro Martin Scorsese.

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Premio per il miglior film: vince Spotlight, con merito a mio modo di vedere. Era nell’aria, anche se doveva contendere il premio con The Revenant in particolare. A favore del film ha giocato molto l’essere una grande storia americana di cronaca e di impresa giornalistica con forti connotati politici.

Riassunto della serata per punti:

  1. Finalmente Leonardo Di Caprio ha vinto il suo primo premio Oscar, probabilmente non per il film migliore della sua carriera, ma comunque senza sorprese e sorretto da tutto il circo mediatico (oltre che, chiaramente, dal suo talento). Resta da chiedersi se sia più felice lui o tutti noi che non dovremo più sentirne parlare.
  2. Il Maestro Ennio Morricone.
  3. E’ stata una cerimonia meno divertente del solito e più sobria, con un Chris Rock che alla lunga ha un po’ deluso le aspettative.
  4. Il film con più premi all’attivo è Mad Max con sei statuette, tutte tecniche. Tre Oscar per The Revenant, due per Spotlight. Zero per The Martian, zero per Star Wars.
  5. Per la serie “Chi vince i Golden Globe poi vince anche gli Oscar, ma non è mica detto”, quest’anno gli unici  a confermare i successi al Golden Globe sono stati Inside Out, Brie Larson e Leo.
  6. Il nuovo Di Caprio potrebbe essere Sylvester Stallone, ma sfortunatamente avrà difficilmente altre chances.
  7. Il Maestro Ennio Morricone.
  8. Complimenti a Sky per la decisione di trasmettere la cerimonia anche in chiaro.

Buonanotte, o buongiorno a tutti.

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