CINETURISMO: QUANDO IL SET CINEMATOGRAFICO DIVENTA DESTINAZIONE

Come possono film e serie TV orientare i viaggiatori contemporanei? Tra narrazione audiovisiva e strategie di marketing territoriale, le Film Commission guidano la trasformazione dei set in mete turistiche.

Oggi il viaggio non è più solo una fuga estiva verso una spiaggia qualsiasi, ma la ricerca di un’esperienza che ci faccia sentire davvero parte di una storia. Chi fa le valigie vuole emozioni autentiche e, sempre più spesso, la scintilla per partire scatta proprio sul divano di casa, davanti a uno schermo. Pensiamo a cosa è successo a Parigi con la serie Emily in Paris: un semplicissimo portone di Place de l’Estrapade è diventato all’improvviso una meta di pellegrinaggio internazionale, con file di persone in attesa di scattarsi un selfie davanti all’ingresso del palazzo dove vive la protagonista. La forza delle immagini è tale da trasformare un luogo anonimo in una destinazione imperdibile capace di condizionare le scelte di viaggio. Quando una scena ci tocca da vicino, il desiderio visivo diventa un biglietto aereo e lo spettatore si trasforma in viaggiatore a tutti gli effetti.

Il segreto di questa alchimia sta in quello che gli esperti chiamano «senso del luogo», quel legame affettivo che trasforma uno spazio geografico nel cuore pulsante del racconto. In Italia ne sappiamo qualcosa: la celebre terrazza affacciata sul mare a Punta Secca e i vicoli barocchi tra Ragusa, Modica e Scicli sono stati letteralmente invasi da turisti di tutto il mondo grazie al successo de Il commissario Montalbano. Senza un’accoglienza curata e servizi all’altezza, però, l’entusiasmo rischia di svanire in fretta e di deludere le aspettative del pubblico. Chi arriva in Sicilia con il romanzo o la serie negli occhi cerca quella magia e, se trova solo strade intasate e strutture improvvisate, la favola dello schermo finisce per sgretolarsi.

Per evitare che la visibilità sia solo una meteora passeggera, entra in campo la regia strategica delle Film Commission. Questi enti pubblici non si limitano ad attirare le produzioni con agevolazioni fiscali e permessi facilitati, ma lavorano a stretto contatto con chi gestisce il turismo locale. Quando una troupe arriva in città, il beneficio economico è immediato per alberghi, ristoranti e maestranze del posto. Ma il vero capolavoro comincia dopo: il lavoro delle Film Commission permette di trasformare le riprese in itinerari culturali e tour tematici capaci di attirare visitatori tutto l’anno. Da Castellabate resa celebre da Benvenuti al Sud fino ai paesaggi della Nuova Zelanda del film Il Signore degli Anelli, il cinema dimostra di poter cambiare per sempre la storia di un territorio.

Attenzione, però, agli effetti collaterali del troppo successo. L’arrivo incontrollato di comitive in piccoli borghi o angoli di quartiere può provocare traffico, rincari dei prezzi delle case e insofferenza tra i residenti, che vedono stravolta la propria quotidianità. Per non soffocare la bellezza dei luoghi serve ascoltare chi ci vive e stabilire regole chiare. La sfida più grande per una destinazione è sfruttare l’onda mediatica proteggendo l’identità autentica della propria comunità. Solo trovando un equilibrio tra la finzione dello schermo e la vita reale, la magia del set cinematografico saprà trasformarsi in un valore duraturo per il territorio.

Il cineturismo dimostra che viaggiare significa oggi abitare le storie che abbiamo amato sullo schermo. Spetta ai territori accogliere questa sfida, trasformando la magia del cinema in progresso reale.

Benedetta Sagula