I Giochi Invernali si sono conclusi ormai da qualche mese, ma quali benefici hanno lasciato a Milano e alle località alpine coinvolte? Analizziamo le eredità in termini urbanistici ed economici che hanno ridisegnato i territori ospitanti.
L’EREDITÀ DI UN MEGA EVENTO
Le Olimpiadi non sono state solo una grande competizione sportiva, ma anche un’occasione per ripensare il rapporto tra eventi e territori. Nel caso dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, il valore reale si misura nella legacy, ovvero nella capacità di lasciare benefici duraturi sia nel territorio nord-italiano interessato che alle comunità locali. Il valore dei mega eventi, infatti, si misura nella qualità delle infrastrutture, nell’uso futuro degli spazi, nei servizi offerti ai residenti e nelle opportunità economiche create per le comunità.
MILANO E IL VILLAGGIO OLIMPICO
Per quanto riguarda la città di Milano, l’effetto più evidente di rigenerazione urbana è il Villaggio Olimpico di Porta Romana, progettato fin dall’inizio con l’ottica del riuso. Nato per ospitare gli atleti, si sta lavorando per riconvertire lo spazio in uno studentato, per rispondere all’ingente bisogno abitativo di studenti e giovani lavoratori, trasformando un’infrastruttura apparentemente temporanea in un servizio sociale permanente.
IL RISCATTO DELLE VENUE MINORI
Nelle località montane la valorizzazione assume sfumature diverse. In questi territori gli interventi infrastrutturali si convertono in un’opportunità per accrescere l’accessibilità dei visitatori e la qualità di vita dei residenti.
In particolare, Bormio può beneficiare del miglioramento della rete stradale, e di una riqualificazione della rete ferroviaria. Anterselva, invece, può oggi promuovere tra i giovani lo sport del biathlon grazie all’infrastruttura sportiva costruita per i Giochi. Questo impianto è stato infatti messo a disposizione di cittadini, associazioni e scuole.
I TRE LIVELLI DELL’IMPATTO ECONOMICO
Sul piano economico, i Giochi hanno agito da moltiplicatore di risorse e attività per il Nord Italia attraverso tre spinte. Primi fra tutti gli effetti diretti, derivanti dai cantieri e dai lavori necessari per la realizzazione degli impianti. In secondo luogo, gli effetti indiretti, perché i lavori sostenuti hanno creato posti di lavoro e hanno portato indotti per le aziende di ambito edile. Infine, gli effetti indotti, rappresentati dai guadagni che sono stati generati dalle spese dei turisti, dei lavoratori e degli operatori del settore.
I benefici sociali, economici e urbanistici portati da Milano-Cortina 2026 al territorio interessato hanno contribuito alla creazione di un valore che risiede negli spazi e nei servizi restituiti ai cittadini per crescere e modernizzare il territorio.
Sartorelli Cecilia Marisa
