“NUOVE OPPORTUNITÀ COMMERCIALI TRA ITALIA E MONDO ARABO”: UN RAPPORTO TUTTO DA ARRICCHIRE

Nella giornata di martedì 26 maggio presso l’aula SF 014 dell’edificio San Francesco, sede di recente apertura dell’Università Cattolica, si è tenuto l’incontro “Nuove opportunità commerciali tra Italia e mondo arabo: il ruolo della Joint Italian Arab Chamber of Commerce”.

L’evento ha visto la partecipazione del Dott. Pietro Paolo Rampino, presidente della Joint Italian Arab Chamber of Commerce, ed è stato moderato dal Prof. Wael Farouq, direttore dell’Arabic Cultural Institute. Era inoltre prevista la presenza del console generale della Repubblica Araba D’Egitto, Walid Othman, che purtroppo non è riuscito ad essere tra i presenti per cause di forza maggiore.

L’IMPORTANZA DEL COMMERCIO PER LO SVILUPPO DELLA CULTURA

L’introduzione è stata affidata al Prof. Farouq, che ha sottolineato come il commercio abbia avuto un ruolo cruciale nello sviluppo della lingua e della cultura araba sin dall’antichità. Inizialmente l’arabo era composto da numerosi dialetti che, grazie agli scambi commerciali, si sono nel tempo influenzati a vicenda fino a fondersi in una lingua comune: world che sarebbe diventata la lingua del Corano, nel quale non è un caso che si trovino tracce del linguaggio commerciale.

Questo processo è proseguito e si è esteso nei secoli successivi, coinvolgendo anche la cultura occidentale. Ciò avvenne soprattutto tra il XV e il XVI secolo, quando le repubbliche marinare italiane, disobbedendo al Papa, intrattennero intense relazioni commerciali con il mondo arabo, da cui assorbirono e importarono anche elementi culturali. 

Arrivando ai giorni nostri, il direttore dell’Arabic Cultural Institute ha evidenziato come il centro commerciale del mondo arabo sia ora Dubai, che intrattiene relazioni con tutti i paesi del mondo. Farouq ne ha sottolineato l’importanza nello scenario economico globale odierno, ricordando però che questa centralità è il frutto di secoli di storia.

L’INTERVENTO DI PIETRO PAOLO RAMPINO

Gli imprenditori arabi sono unici e hanno un modo di fare tutto loro: questo è il primo aspetto che il Dott. Rampino ha tenuto a sottolineare, spiegando le differenze tra ricchi americani e gli sceicchi. I primi parlano solo di soldi; i secondi, invece, vogliono prima capire chi hanno di fronte e comprendere il loro mondo e la loro cultura. Si cerca di creare un rapporto, si parla di tutt’altro per più di un’ora e solo in un secondo momento si arriva a discutere di affari: una caratteristica peculiare del loro modo di condurre il business, da cui si dovrebbe prendere esempio. Anche i loro comportamenti pubblici sono diametralmente opposti rispetto a quelli occidentali: più si sale nelle gerarchie di questo mondo, più le persone si fanno riservate e low profile, senza alcun bisogno di ostentare la propria ricchezza.

La JIACC E LE BARRIERE ANCORA DA SUPERARE

In un secondo momento, l’intervento si è spostato sulla Joint Italian Arab Chamber of Commerce. Il presidente ha spiegato che l’Unione delle Camere di Commercio Arabe riunisce 22 paesi, dalla Mauritania fino al Kuwait, e coordina inoltre una rete di 17 Joint Chambers, tra cui quella che rappresenta gli arabi operanti in Italia. La JIACC è il front office per gli arabi che vogliono intrattenere relazioni commerciali con l’Italia e ha l’obiettivo di creare relazioni tra i due mondi e favorire pratiche di networking. 

Infine, Rampino ha illustrato anche le difficoltà che si possono incontrare in questo tipo di rapporti commerciali, dovute a differenze culturali capaci di minare il rapporto alla sua base. Questo vale per entrambe le parti, poiché anche per gli italiani non è semplice commerciare con il mondo arabo, a causa di stereotipi che possono pregiudicare la reputazione di un individuo per la sua provenienza. Apparenze che però possono essere facilmente smentite mostrando il vero valore delle persone, come è accaduto a Rampino stesso in un episodio raccontato durante l’incontro, in cui si è trovato a dover dimostrare come l’Italia abbia dato i natali a importanti personalità dell’economia note a livello mondiale, come Mario Monti e Mario Draghi.

RACCOMANDAZIONI PER IL FUTURO

Al termine dell’incontro, dopo aver risposto a domande e curiosità della platea, entrambi i relatori hanno voluto congedarsi con un messaggio per tutte le ragazze e i ragazzi presenti.

Il Prof. Farouq ha ricordato l’importanza dello studio delle lingue come risorsa economica essenziale, nonostante i notevoli progressi tecnologici e l’avvento dell’IA: tutta la tecnologia è fondata sul large language model, e tutti i giudizi delle macchine partono dal linguaggio. Per questo lo studio delle lingue sarà sempre una componente essenziale in ambito economico. 

Il Dott. Rampino, ha invece sottolineato il valore della cultura di appartenenza e dello studio: la cultura, in particolare, è qualcosa che la generazione presente e quelle future hanno il dovere morale di tramandare, sempre nel rispetto delle altre culture. Nella nostra società sempre di fretta, ha ricordato, è importante arrivare a destinazione con i tempi giusti, solo quando si ritiene di aver maturato radici sufficientemente profonde.  Nelle battute finali il suo augurio ha assunto i tonni di un monito: anche il mondo arabo ha le sue tentazioni, una su tutte Dubai e suoi guadagni elevati e “facili”, ma non sono queste le ragioni per cui bisognerebbe avvicinare a quel mondo, perché si correrebbe il rischio di scontrarsi con una cultura completamente diversa dalla propria, e della quale si conosce poco o nulla.

Si è concluso così un incontro estremamente formativo e positivo, che guarda al futuro con ottimismo, nella speranza che Italia e mondo arabo possano intrecciare, negli anni a venire, rapporti culturali ed economici sempre più profondi e proficui.

Luca Di Criscio