Nei giorni scorsi, noi studenti del corso CIMO e di altri indirizzi dell’Università Cattolica, grazie all’iniziativa di ALMED, abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci con Tiziana Rocca, figura chiave del management culturale e anima del Taormina Film Fest.
Tiziana Rocca, direttrice artistica e anima di grandi kermesse internazionali, rappresenta oggi una figura centrale nel sistema-cinema italiano. La sua capacità di trasformare la promozione culturale in un’operazione di diplomazia internazionale ha creato un solido ponte tra l’Italia e il cuore pulsante dell’industria americana.
L’INGEGNERIA DI UN GRANDE EVENTO: OLTRE IL GLAMOUR
Durante l’incontro con gli studenti dell’Università Cattolica in un dialogo condotto dai critici Andrea Chimento e Gian Luca Pisacane, la Rocca ha svelato la complessa ingegneria che sostiene un grande evento. Ha paragonato il festival a una “ricetta perfetta”, dove ogni ingrediente — dall’ospite internazionale alla logistica — deve essere dosato con precisione mesi prima del debutto.
Con estrema onestà intellettuale, ha sottolineato il divario tra l’immagine glamour percepita dal pubblico e la realtà produttiva: per soli cinque giorni di evento, sono necessari oltre nove mesi di lavoro incessante. “Bisogna visualizzare l’intero festival nella propria testa ancor prima che accada,” ha spiegato, sottolineando come la professionalità sia l’unico vero passaporto per questo settore.
DALLA SICILIA A LOS ANGELES: UN PONTE INTERNAZIONALE
La sua influenza si estende ben oltre i confini nazionali grazie al Filming Italy – Los Angeles. Questa iniziativa non è solo una vetrina, ma una vera piattaforma strategica che ha facilitato l’assegnazione di prestigiose stelle sulla Walk of Fame a icone del calibro di Gina Lollobrigida (2018), Giancarlo Giannini (2023) e, più recentemente, Franco Nero (2026).
Il suo ritorno alla direzione del Taormina Film Festival ha segnato un cambio di passo nel coinvolgimento delle nuove generazioni. La Rocca ha fortemente voluto il ripristino del Campus Giovani e della Giuria Studentesca.
Il suo messaggio agli studenti è stato netto e privo di retorica: “Non aspettate che qualcuno vi venga a cercare. Se avete una passione, coltivatela con impegno e serietà.” Ha incoraggiato chi aspira a diventare regista o produttrice a essere proattivo, spiegando che in un mercato competitivo la differenza la fa solo “chi sa fare davvero”. Inoltre, ha consigliato a noi studentesse come farci strada in un ambiente che spesso presenta ancora forti disparità di genere.
CONTRO GLI SNOBISMI: IL VALORE DEL CINEMA POPOLARE
Un tratto distintivo della sua gestione è l’abbattimento degli snobismi tra “cultura alta” e “cultura bassa”. Tiziana Rocca ha rivendicato l’importanza della commedia e del cinema popolare, portando sul red carpet artisti come Checco Zalone, Ficarra e Picone, Pio e Amedeo e Alessandro Siani. Per lei, il cinema che arriva al cuore delle persone ha lo stesso valore dei grandi film d’autore, poiché è proprio questa varietà a mantenere viva l’industria.
IL METODO ROCCA: SOSTANZA, COMPETENZA E REWATCH
Nonostante una vita trascorsa sotto le luci della ribalta, la Rocca ha confidato che il suo metodo prediletto per rilassarsi è paradossalmente legato al cinema stesso, ma in una dimensione intima. Pratica regolarmente il “rewatch”: riguarda film già visti e amati, un modo per ritrovare ispirazione e staccare dalla frenesia della produzione contemporanea. In definitiva, Tiziana Rocca è una manager che bada alla sostanza.
In un ambiente spesso autoreferenziale, ha saputo imporre un modello basato sui risultati e sulla capacità di agire, portando il cinema italiano fuori dai soliti schemi. La sua forza sta nel non perdersi in formalismi: ha unito il rispetto per la nostra tradizione a una visione moderna e internazionale, dimostrando che, alla fine, ciò che conta davvero è la competenza concreta.
Asia Luperti
