MY BRANDING MY STORYTELLING: CHIARA FERRANDI

Da studentessa ventitreenne appassionata di lingue straniere, comunicazione e marketing, non avrei mai pensato che la produzione di contenuti audiovisivi potesse interessarmi. Ho sempre pensato di non essere portata, e di non avere le basi per apprendere concretamente tecniche specifiche in questo ambito. Tuttavia, quando a gennaio dello scorso anno mi è stato proposto di prendere parte al progetto Safe You, ho immediatamente pensato che fosse la mia occasione per cimentarmi in un settore che non ho mai pensato essere nelle mie corde.

Il mio percorso e quello dell’altro stagista del mio stesso corso di laurea in Comunicazione per l’impresa, i media e le organizzazioni complesse, Luca, è iniziato circa a metà febbraio 2025, per poi interrompersi questo settembre. Sin da subito, siamo stati affiancati principalmente da Valerio Moccia e Giancarlo Grossi, che ci hanno presentato al team e ci hanno introdotto all’argomento di cui ci saremmo dovuti occupare, ovvero il progetto Safe_You, finanziato all’interno della call 2023 di Erasmus+, e dedicato all’individuazione e allo sviluppo di metodi innovativi per intervenire sulle problematiche legate all’impatto della digitalizzazione sulle nuove generazioni.

Più nello specifico, lo scopo era quello di individuare delle tematiche e problematiche specifiche sulle quale focalizzarsi, per poi sviluppare, nella maniera più efficace ed efficiente possibile, dei contenuti che potessero sia appassionare che istruire i giovani soggetti esposti ai rischi della digitalizzazione, in particolare gli studenti ai primi anni delle scuole superiori.

Una volta che gli obiettivi del progetto sono stati chiariti e la suddivisione dei compiti è stata definita, abbiamo dedicato qualche ora, insieme a Valerio Moccia e Francesco Giarruso, ad apprendere come impostare efficacemente un set fotografico. Per me si trattava assolutamente di una novità e, infatti, le difficoltà e le incomprensioni da parte mia non sono mancate, ma ho trovato questa breve lezione molto interessante e stimolante.

Purtroppo, a causa di questioni logistiche ed organizzative, la nostra esperienza pratica è terminata qui, poiché non abbiamo avuto effettivamente occasione di “mettere le mani in pasta” ed interagire con questi strumenti, al fine di produrre i contenuti audio-visivi che ci eravamo preposti di realizzare inizialmente. Infatti, il nostro impegno è stato più che altro teorico e, in una delle ultime fasi, ci è stato richiesto di focalizzarci su due temi principali, ovvero il Cyberbullismo e la Dipendenza digitale, e di ricercare e selezionare materiali di diverso tipo (dai fumetti, ai podcast, per poi passare alle serie tv e alle opere d’arte) da utilizzare come stimolo nelle attività educative che verranno proposte ai giovani studenti.

Per concludere, credo fortemente che l’idea alla base di questo progetto sia estremamente valida ed attuale. Un topic che, al giorno d’oggi, dovrebbe essere attenzionato e considerato prioritario. Purtroppo, come precedentemente accennato, a causa di impedimenti logistici ed organizzativi, la nostra formazione in ambito di produzione audio-visiva, è stata piuttosto superficiale, non avendo avuto l’opportunità di realizzare effettivamente i contenuti digitali, ma solo di individuare a livello teorico gli argomenti e i temi su cui concentrarci e le modalità da perseguire per sviluppare al meglio il progetto.

A chi vorrebbe intraprendere un percorso simile a questo consiglierei di partire con un’infarinatura generale relativa a come registrare e montare prodotti audio-visivi: su YouTube esiste moltissimo materiale a riguardo, e formarsi individualmente è piuttosto fattibile.
Infine, credo che, nonostante alcuni ostacoli ed impedimenti lungo il percorso, si sia trattato di un’esperienza interessante che mi ha permesso di conoscere da vicino il funzionamento di una redazione e le complesse dinamiche che si nascondono dietro lo sviluppo di un progetto simile.

Chiara Ferrandi