LA CREATIVITÀ CHE VERRÀ

Lockdown, cambiamenti, conseguenze e ripartenza nel mondo della comunicazione sono gli argomenti trattati da Emanuele Nenna, nato come imprenditore, presidente di UNA (Azienda della Comunicazione) e CEO di TheBigNow, unito al gruppo DENTSU, nella conferenza “Fare sistema per rilanciare l’industria della comunicazione; la creatività che verrà”. 

Il Talk, svoltosi online il 27 maggio 2020, con la partecipazione di Chiara Lamera, Fabio Pelagalli, Flavio Nani, Moschella Patrizia, ha visto Emanuele Nenna protagonista nel trattare il tema dei cambiamenti nella comunicazione derivati dallo stato pandemico e la resilienza da essi. 

La presentazione è iniziata mostrando una panoramica sui dati Nielsen che indicavano le variazioni percentuali in investimenti di pubblicità tra marzo 2019 e 2020, dove è possibile notare un calo del 19%

Si mostra inoltre come alcuni mezzi abbiano “retto” meglio di altri: il settore degli audiovisivi ha subito un calo, in particolare il settore radiofonico, poiché il momento di massimo ascolto era riscontrato nel drive-time, che a causa del lockdown è diminuito in quanto la circolazione in macchina era inibita.

Un altro dato messo in evidenza è stato il profondo calo del cinemaa differenza della parte digitale, che ha sofferto meno. Questo in contrapposizione, però, ai dati dell’agenzia di Nenna poiché, per quest’ultima, il dato relativo al digital era dello 0%, in linea con l’anno precedente, senza riscontrare alcuna variazione significativa.  

La conferenza ha proseguito dando uno sguardo ai settori della pubblicità. Nenna ha spiegato come protagonista dei “principali investimenti” fosse l’area relativa agli “enti e le istituzioni”, insieme a quella dedita alla “gestione casa”, nel campo della promozione di campagne. Il disinvestimento maggiore, invece, era evidentemente legato al turismo e al conseguente blocco dei viaggi, seguito da “tempo libero”, “cura della persona” e “automobili”.  

Per quanto concerne l’andamento delle vendite, le aziende che hanno venduto più prodotti erano quelle che avevano investito meno in pubblicità. Perché? Alcune aziende ritenevano che comunicare il proprio prodotto in un periodo come quello da Covid-19, non fosse l’ideale per la visione dell’azienda, altre, invece, approfittavano della situazione per vendere senza pagare la pubblicità. Inoltre, ciò rappresentava un’occasione persa per le aziende che invece, la pubblicità, potevano permettersela, poiché, in un momento come quello pandemico, in cui i prezzi erano molto bassi, con lo stesso budget si potevano raggiungere velocemente molte più persone.  

La prima parte della presentazione si è conclusa con dati e riflessioni dell’impatto della pandemia sugli introiti e sulla ripresa lenta e prolungata: dapprima il blocco totale, poi uno spiraglio di libertà.  

La buona comunicazione, quindi, gioca un ruolo importantissimo e permette di rialzare gli investimenti e le vendite grazie alla proiezione della strategia pubblicitaria sugli Insight. Insight che bisogna prestare attenzione a non rendere troppo simili nelle varie pubblicazioni pubblicitarie: ciò che è necessario fare consiste nell’incentivare la creazione di campagne diversificate riflettendo su quale sia il punto dal quale ripartire.  

Nella seconda parte della conferenza relativa alla “produzione” si è condotta una riflessione su quanto la digitalizzazione abbia giocato un ruolo di grande importanza – 3D, animazioni digitali, post produzione – permettendo la realizzazione di produzioni “homemade” (shot at home) realizzate dai registi direttamente da casa.  

Con la seconda fase della pandemia la produzione video è ripartita, rispettando norme più rigide sullo svolgersi delle produzioni che, in condizioni normali, vedevano lavorare sul set circa una cinquantina di persone. Il tema affrontato nella seconda parte del talk riguarda dunque l’impatto della situazione pandemica e come le norme di sicurezza abbiano influenzato la produzione in sé per sé idealmente, creativamente e fisicamente: distanza tra attori, distanza tra attori e camera, cambio inquadrature scena in base alle norme vigenti, cambi scenari creativi in base alla “nuova normalità” ecc..  

Perciò, in conclusione è possibile affermare che nei momenti più complicati a vincere è la condivisione e la partnership che si riscontra tra cliente-agenzia.L’usuale tendenza a pretendere da un’agenzia la mera execution di un’idea senza sviluppare un pensiero strategico viene adesso sostituita da un cliente confidente anche da un punto di vista strategico.  

Anita Carpinteri