Habemus Papam! di Nanni Moretti: un film visionario tra secolarizzazione e post-secolarizzazione

Il film Habemus papam! di Nanni Moretti del 2013 racconta della profonda crisi esistenziale in cui cade il pontefice neoeletto e delle soluzioni che i cardinali, in preda allo sgomento, adottano per riportare il pontefice sulla retta via affidandosi alle cure di uno psicanalista.

Nanni Moretti, nel suo film mette in scena in modo molto sapiente la questione della secolarizzazione nella penisola italiana, facendo scontrare nel film le tesi secolari con quelle post secolari. In Italia non si assiste ad un lineare processo di secolarizzazione: il potere della Chiesa non è diminuito contestualmente all’avento del mondo moderno, piuttosto ha avuto un andamento altalenante.

Relativante alle tesi secolari (secondo le quali la modernità porta al declino inevitabile della religione) il regista piega l’elezione del pontefice a mezzo per sottolineare la separazione tra mondo moderno e mondo della chiesa. Infatti, i cardinali, durante il conclave, non possono avere nessun contatto con l’esterno, nel caso ciò avvenisse le votazioni risulterebbero nulle. In altre parole il contatto con la società moderna invalida l’elezione del sommo pontefice che si colloca al vertice della Chiesa cattolica e che quindi, ne è il simbolo. Dunque, in linea con le tesi secolari, la modernità (simboleggiata dal mondo esterno alle mura vaticane)  porta al declino inevitabile della religione (rappresentata dall’elezione del sommo pontefice).

Per quanto riguarda le tesi post-secolari il regista si serve della “contaminazione” del mondo della chiesa e di quello moderno, che si muove su due binari paralleli ma in direzioni opposte: la prima riguarda l’ingresso della modernità nel mondo della chiesa rappresentato dallo psicanalista; la seconda fa riferimento all’ingresso della chiesa nel mondo moderno simboleggiato dalla fuga del pontefice neoeletto. Secondo le tesi secolari la religione e la modernità sono incompatibili. Dunque, con il progresso che porta alla creazione di un mondo moderno la religione è destinata ad un declino inevitabile. Successivi studi hanno messo in discussione l’inesorabile declino della religione con il procedere dell’era moderna: le tesi post-secolari. In questi studi ciò che diventa centrale è il rapporto tra chiesa e comunità, tra la chiesa e la società.

Teorici come Rosi Braidotti e Jürgen Habermas hanno fatto notare che il processo di secolarizzazione non coincide con il declino irreversibile della religione, al contrario la religione non perde significato e rilevanza: le comunità religiose hanno spazio nella società secolarizzata. Ciò che cambia è l’intensità del rapporto del singolo con la religione: le comunità religiose danno senso agli eventi soprattutto in modo comunitario piuttosto che in modo individuale. A questo proposito è emblematica la folla di fedeli che invade San Pietro aspettando con ansia la celebre frase che ha dato il titolo al film: Habemus papam!

Il fallimento dell’elezione al soglio pontificio sottolinea l’esigenza di una riformulazione della religione. Fondamentale è lo spostamento d’attenzione dal singolo (pontefice) alla comunità (chiesa come comunità), una squadra che si batte per un obiettivo comune.

Nel film emerge chiaramente la vulnerabilità dell’istituzione religiosa nel mondo contemporaneo. Infatti, la crisi esistenziale del pontefice neoeletto non è confinata ad un solo individuo bensì è generalizzata a tutta la chiesa. Ciò lo si può capire dal grande caos di pensieri che rimbombano nella cappella Sistina poco prima dello spoglio: i cardinali pregano per non essere scelti come somma guida spirituale della Chiesa cattolica. Al momento dello spoglio l’elezione del cardinale Melville solleva gli altri cardianali dal peso di responsabilità legato alla carica pontificia. Melville non è in grado di portare questo peso da solo e si ritira dal suo compito.

Le tesi post-secolari evidenziano come la religione non sia di fatto morta, ciò che è necessario è una sua riconfigurazione. Questa possibilità è introdotta dallo psicanalista che organizza un torneo di pallavvolo cioè un gioco di squadra.

In conclusione Nanni Moretti con Habemus papam! mette in scena le tesi secolari e quelle post-secolari istaurando un dialogo tra esse. La grandiosità del film di Moretti e la sua capacità di cogliere il dramma della relazione tra contemporaneità e religione ha trovato conferma due anni dopo la distribuzione del film, precisamente l’11 febbraio 2013 quando papa Ratzinger annunciò al mondo le sue dimissioni.

Francesca Romana Tortora