SMART TOURISM E TECNOLOGIE: DOVE SI VA?

Sembra banale, ormai, considerare la tecnologia come nostra fidata compagna di viaggio, ma come siamo arrivati a questo punto e in che direzione stiamo andando?

Negli ultimi anni il turismo si è trasformato in un’attività digitale, con una progressione che nasce intorno agli anni 90 con le prime digitalizzazioni, i primi smartphone e i primi IOT applicati al turismo. Dall’adozione di queste tecnologie il turismo si trasforma e diventa e-turism, cioè l’applicazione delle tecnologie elettroniche ai servizi turistici che riguardano l’informazione e la prenotazione/acquisto di servizi. Dal momento in cui i social media diventano in grado di creare un network tra i consumatori si entra in una nuova fase di sviluppo dell’e-tourism: lo smart tourism.

Lo smart tourism ha la peculiarità di considerare le tecnologie che collegano direttamente un’infrastruttura fisica e virtuale attraverso sensori, QR code e wifi gratuiti che permettono di vedere la localizzazione o le traiettorie preferite dell’utente. Lo smart tourism permette di raccogliere e aggregare dati sul consumatore, riguarda tecnologie che sono in grado di salvare le tracce che il consumatore lascia della sua esperienza di consumo; una volta che questi dati si aggregano, servono al supplier per intercettare i bisogni del consumatore in modo da migliorare la propria offerta.

Lo smart tourist ideale ha determinate caratteristiche: è un ragazzo tra i 20-30 anni che vive il viaggio come un bisogno (accelerato dal divieto di viaggiare degli ultimi anni); utilizza le tecnologie prima, durante e dopo il viaggio; è una persona che è abituata a usare le tecnologie, che sa di essere tracciato ed è solito lasciare feedback; mentre visita un luogo utilizza lo smartphone per cercare informazioni o scannerizzare QR code; è un consumatore che vive la “smart city”, la città che informa il consumatore tramite la tecnologia; ha il desiderio di vivere esattamente come vive un cittadino locale, e quindi di fare proprie le abitudini culturali del luogo: spostarsi coi mezzi locali, mangiare nei luoghi locali, non fare visite mainstream. A supporto di questo stipo di turismo stanno fiorendo sul mercato moltissimi smart objects: un esempio sono i google glasses, che grazie ai sistemi di realtà aumentata sono in grado di trasportare il turista virtuale nei luoghi desiderati: se voglio vedere New York metto gli occhiali e grazie al collegamento con l’app è come se fossi a NY.

Il settore del turismo era quindi in crescita, stava andando passo a passo con lo sviluppo tecnologico; la pandemia ha limitato lo spostamento e la socializzazione, per cui i consumi turistici sono diventati minimi. Il settore ha dovuto trovare una soluzione in maniera molto rapida e le tecnologie smart non solo hanno aiutato i supplier a diventare competitivi ma hanno permesso loro di diversificare il portafoglio di offerta attraverso, per esempio, i virtual tours e le webcam travel, permettendo di stringere nuove relazioni con nuovi turisti. Ciò che sembrava rallentare, in realtà ha accelerato.

Chiara Pilati