CONCERTI A IMPATTO ZERO: REALTÀ O UTOPIA?

Quanto può essere inquinante un concerto? Si tratta di un tema di cui ancora non si parla abbastanza, ma che sta gradualmente entrando nel dibattito sull’ambiente, perché ci si è accorti di quanto gli eventi live possano essere poco etici e per niente sostenibili.

La musica live ha un impatto molto forte sull’ambiente. Basti pensare alla quantità di rifiuti che viene prodotta dal pubblico durante i concerti, al volume di spostamenti che vengono generati per raggiungere le location tra artisti, staff, fan, tecnici e personale in generale, o ancora all’inquinamento acustico e a quello luminoso. Di certo non si può parlare dei concerti come eventi sostenibili.

Il tema della sostenibilità è ormai da anni al centro del dibattito a livello globale e le persone sembrano essere sempre più attente alle questioni ambientali, impegnandosi – nel loro piccolo – per rendere il pianeta un posto migliore. Come si legge in un articolo pubblicato da La Repubblica, è stata condotta una ricerca con riferimento ai grandi eventi che mobilitano una grande massa di soggetti. Lo studio ha dimostrato che le persone sono consapevoli di quanto un evento di una tale portata possa avere un impatto sull’ambiente non indifferente, dunque si mostrano proattive a svolgere azioni per poterlo limitare, mostrando, ad esempio, la disponibilità a raggiungere la location con mezzi pubblici – riducendo così le emissioni di CO2 –, a pagare un prezzo maggiore per il biglietto se questo può contribuire a ridurre l’impatto ambientale e a fare la raccolta differenziata sul luogo dell’evento, se ci fossero gli appositi contenitori.

Gli artisti si sono mostrati molto sensibili al tema ambientale, tanto che sempre di più i cantanti sia italiani sia stranieri stanno lavorando per rendere i loro live più sostenibili. In tal modo non solo i concerti non danneggeranno l’ambiente, ma saranno anche occasione per lanciare delle campagne di sensibilizzazione verso il pubblico: la popolarità delle star musicali potrà così essere sfruttata al meglio per dare il buon esempio ai propri fan.

Rimanendo entro i confini italiani, uno di essi è il cantante Jovanotti, che durante il suo tour Jova Beach Party nel 2019 ha collaborato con il WWF in una lotta contro l’inquinamento da plastica, con l’obiettivo di sensibilizzare i partecipanti ad adottare uno stile di vita più sostenibile. Un altro caso è quello di Simone Cristicchi che qualche anno fa, grazie a Edison, ha suonato su un palcoscenico a impatto zero, alimentato da energia rinnovabile mediante l’uso di 27 pannelli fotovoltaici. Tra i primi a organizzare degli eventi live green ci sono i Têtes de Bois, che nei loro Concerti A Pedali hanno suonato su un palco funzionante grazie alle persone presenti tra il pubblico, che pedalavano a ritmo di musica generando l’energia necessaria allo svolgimento dell’evento.

Spostandosi all’estero, una band molto attiva in questo senso è quella dei Coldplay, i quali hanno recentemente annunciato la loro scelta di non fare concerti fino a quando ci sarà la certezza non solo che questi non comportino effetti dannosi per il pianeta, ma che possano esercitare un’azione vantaggiosa per l’ambiente. Anche Billie Eilish è molto sensibile al tema, tanto da aver dichiarato di voler trasformare ogni suo concerto in un green event, dando vita in ogni location ad un villaggio verde in cui i fan potranno assistere a vari talk a tema ambientale e, soprattutto, dove sarà bandito ogni oggetto che non sia ecologico.

Le idee sono tante, ma realizzarle non è sempre così semplice. Nonostante questo, si può dire che un concerto ecosostenibile si può fare e in questo senso la musica può essere un mezzo fondamentale per veicolare messaggi importanti sull’ambiente, a dimostrazione che le arti possono fare la differenza.

Claudia Campanale