POLAR EXPRESS: LE COSE CHE NON SAPEVI DI UNO DEI FILM PIÙ AMATI DEL NATALE

Polar Express è un film d’animazione diretto dal famosissimo regista Robert Zemeckis e uscito nel 2004. Adattamento cinematografico dell’omonimo libro illustrato dello scrittore statunitense Chris Van Allsburg, già autore nel 1981 di Jumanji e altri romanzi per ragazzi di successo, rappresenta uno dei film più amati delle festività natalizie. Nonostante gli anni che passano, però, non tutti conoscono ciò che si nasconde dietro alla magia, e ai personaggi, che danno vita al film. 

Nel 1985 Van Allsburg pubblica The Polar Express, un romanzo illustrato dedicato ad un pubblico giovane. L’opera racconta la storia di un ragazzino che la notte della vigilia di Natale sale su un treno, appunto il Polar Express. Il treno conduce un gruppetto di piccoli passeggeri al Polo Nord, dove incontreranno Babbo Natale. Il protagonista, di cui lo scrittore non rivela mai il nome, si caratterizza per essere piuttosto scettico sull’esistenza di Santa Claus e, sebbene all’inizio non volesse salire sul treno, alla fine desiste e si avventura in questo viaggio. Il romanzo, che l’anno successivo alla pubblicazione vinse la medaglia Caldecott come miglior libro illustrato per ragazzi, fu un successo internazionale strepitoso.

Dopo quasi vent’anni dalla sua pubblicazione, la Warner Bros., in collaborazione con la Castle Rock Entertainment, stabilì un budget di 165.000.000 di dollari per la realizzazione di un film ispirato all’omonimo libro. Il film, però, non avrebbe avuto l’aspetto del tipico film d’animazione, né di un cartone animato, ma (in linea con la volontà dello scrittore) sarebbe stato realizzato con l’uso di una nuova tecnologia. Fu così che Polar Express divenne il primo cartone animato realizzato in computer-generated-imagery secondo la tecnica di Performance capture. La tecnica si basa sulla creazione di personaggi digitali ottenuti captando i movimenti e le espressioni facciali di attori veri

Per l’occasione, Robert Zemeckis (regista di grandi cult della cinematografia moderna, dalla trilogia de Ritorno al futuro, a Chi ha incastrato Roger Rabbit, da La morte ti fa bella a Contact, da La leggenda di Beowulf al più recente A Christmas Carol) fu chiamato a dirigere un cast d’eccezione: oltre a Josh HutchersonSteven Tyler (sì, il mitico frontman degli Aerosmith) e Michael Jeter (scomparso tragicamente al termine delle riprese), troviamo il premio Oscar Tom Hanks, che già aveva condiviso altre esperienze con lo stesso regista, sul set di Forrest Gump (1994) e Cast Away (2000). L’attore e produttore statunitense ha l’occasione di interpretare ben sei personaggi del film, cambiando il proprio aspetto attraverso la digitalizzazione dell’immagine. Così Tom Hanks diventa l’interprete del ragazzino protagonista, di suo padre, del capotreno, del misterioso vagabondo (o fantasma?) Hobo, dello stesso Babbo Natale e di una marionetta giocattolo, muovendosi in un set privo di altre attrezzature sceniche.

Riguardo la Performance capture, lo stesso regista confessa:”E’ più facile dire cosa non è. Non è animazione tradizionale, non è un semplice motion capture, non è strettamente dal vivo. Le espressioni sono date dagli attori, il computer non crea le performanceÈ una forma d’arte che esplora nuovi territori, in grado di offrire immagini mai viste prima“.

Con la tecnica della computer grafica (CGI), la macchina da presa ha potuto catturare lunghi piano-sequenza e offrire al reparto montaggio inquadrature complete. Il film è entrato nel Guinness dei primati del 2006, essendo il primo ad essere creato interamente secondo la tecnica della registrazione dei movimenti degli attori.

Il lungometraggio, animato dalla colonna sonora di Alan Silvestri (che aveva anche scritto le musiche di Forrest Gump) e Glenn Ballard, con l’aggiunta di qualche brano inedito e di grandi classici di Natale – come Santa Claus Is Coming to Town di Frank Sinatra e White Christmas di Bing Crosby –, ha incassato oltre 300.000.000 di dollari, raddoppiando il budget di produzione. Le opinioni della critica, poi, che ne paragona l’atmosfera e la qualità “inquietante e magica” a quella de Il mago di Oz Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, sono solo un’ulteriore ciliegina sulla torta per il lungometraggio che ha ottenuto tre nomination agli Oscar nelle categorie di Miglior sonoroMiglior montaggio sonoro Miglior canzone.

Polar Express resta una delle pellicole più amate dal pubblico di grandi e piccini, da vedere in occasione delle festività natalizie, e offre diversi spunti di riflessione per tutti coloro che non credono allo spirito del Natale. Come dice il fantastico capotreno, con l’inconfondibile voce italiana di Francesco Pannofino “A volte basta vedere per credere, altre volte invece le cose più reali di questo mondo sono le cose che non si vedono”, una lezione sempre viva che ci invita a credere ancora nel potere dei legami, nell’amore e nei ricordi più sereni. Anche, e soprattutto, in un Natale tanto particolare come quello che è appena passato.

Alessia Sabrina Natalino