QUANDO IL TROPPO STROPPIA: L’IBRIDAZIONE FALLITA TRA THE SIMS 4 E STAR WARS

Electronic Arts e Lucasfilm uniscono le forze per rilasciare il pacchetto di gioco The Sims 4: Viaggio a Batuu. Il risultato di questa collaborazione, però, non è per nulla soddisfacente. Come mai?

Nel settore videoludico, l’ibridazione (o contaminazione) tra generi, mondi e personaggi è una tecnica a cui spesso si attinge nell’ottica di riunire attorno a uno stesso prodotto un’audience il più possibile ampia, costituita dai fan di due (o più) contenuti distinti. Un esempio fortunato di cross-over (per usare una terminologia più tecnica) che vale la pena menzionare è Mario & Sonic ai Giochi Olimpici, videogioco Nintendo rilasciato nell’ormai lontano 2007, primo di una serie di prodotti sempre ad opera della stessa casa giapponese che negli anni ha immesso sul mercato un numero consistente di sequel (quattro in totale) che riproponevano la stessa idea di base, a riprova del fatto che quest’ultima fosse altamente apprezzata dal pubblico. Come per tutte le cose, però, non esiste una ricetta per il successo che sia sempre e comunque garantita: nemmeno il cross-over offre questo genere di sicurezza.

È conoscenza diffusa che Star Wars (Guerre Stellari) di George Lucas sia una delle saghe più longeve e fortunate della storia dei media, nata nel lontano 1977 e tuttora tenuta in vita da una serie di prodotti di varia natura in grado di “risvegliare” progressivamente il fandom. Fandom, è bene specificarlo, composto da appassionati di vecchia data e, contemporaneamente, anche da tanti neofiti. A sua volta, la serie videoludica di The Sims vanta un corredo di titoli alquanto invidiabile: a partire dalle primissime versioni del gioco (come SimCity, Maxis, 1989), l’idea di base del prodotto si focalizza sulla simulazione della vita di tutti i giorni attraverso la creazione di personaggi completamente personalizzati (i Sims, appunto). Il primo, vero The Sims per come lo si conosce oggi è stato pubblicato per computer nel 2000 a cura di Electronic Arts. Da allora, la serie ha attraversato un’evoluzione continua (soprattutto a livello grafico), adattandosi via via alle piattaforme più moderne. Nello specifico, The Sims 4 (2014) è, attualmente, l’ultimo “stadio” raggiunto, corredato da più di trenta espansioni (versioni del gioco da comprare separatamente e che arricchiscono il mondo finzionale, aggiungendo oggetti, attività, accessori e scenari).

Ma non tutte le espansioni sono state un successo garantito: è questo il caso del pacchetto di gioco Viaggio a Batuu, pubblicato a settembre 2020, che introduce elementi tipici, appunto, di Star Wars. I trailer del pacchetto hanno subito un feedback altamente negativo: 50mila e 111mila Non mi piace a fronte di, rispettivamente, 25mila e 42mila Mi piace su YouTube. Il motivo di questo flop è facilmente individuabile: nonostante Star Wars sia con ogni probabilità conosciuto e apprezzato anche da una quota consistente di fan di The Sims, la sua inclusione all’interno di un prodotto che si propone di simulare la vita quotidiana finisce con lo snaturare un mondo già di per sé sufficientemente contaminato dalla presenza di alieni, streghe, vampiri e fantasmi. La collaborazione si sarebbe potuta limitare a rendere disponibili alcuni costumi ispirati alla saga per richiamare la pratica del cosplay (cosa che, tra l’altro, si è già verificata da tempo, e senza ricadute negative), anziché trasportare The Sims in una dimensione che, di fatto, non gli appartiene. A differenza delle creature sovrannaturali già incluse nel gioco dai tempi del primo capitolo, Star Wars, in quanto prodotto a sé stante non di proprietà di Electronic Arts, viene logicamente visto come un elemento ancora più estraneo e di disturbo, ben poco desiderabile dai fan della saga videoludica, i quali lamentano già da tempo la mancanza di altri elementi (come i letti a castello).

Un’esperienza simile insegna pertanto che non sempre unire brand di successo confeziona un prodotto apprezzato dal pubblico. Pubblico che, ora più che mai, riesce a far sentire la propria voce.

Chiara Ambrogio