YELLOWSTONE: IL PARADISO PERDUTO

Yellowstone è una serie televisiva del 2018 arrivata ormai alla terza stagione, che è stata però trasmessa in Italia solo da quest’anno su Sky. Nel cast spicca Kevin Costner, che sul piccolo schermo ha dato il meglio di sé.

Yellowstone racconta la storia della famiglia Dutton e del suo “patriarca” John Dutton (interpretato da Costner) che possiede un ranch dal valore di milioni di dollari nel Montana. Nel corso di nove vertiginose puntate assistiamo ai giochi di potere che avvengono intorno alla proprietà. Sesso, politica, soldi, omicidi: non si può fare a meno di restare incollati allo schermo.

Quello che si prospetta fin da subito come un moderno western, assume in realtà man mano le sembianze di una vera e propria tragedia greca. Tantissimi i personaggi che passano per i vari episodi, ciascuno delineato con brevi tratti, precisi e spigolosi. In questa concertazione di voci, il fatto interessante è che nessuno è puro: “chi è senza peccato scagli la prima pietra”, sicuramente in questo caso nessuno può farlo. Tutti hanno i loro segreti, custoditi gelosamente, e questo crea un distacco fra lo spettatore e il personaggio: è difficile riuscire ad immedesimarsi nei protagonisti, se non per brevi momenti. 

Ogni membro della famiglia è mosso da una necessità, da un sentimento. John vuole lasciare un’eredità ai suoi figli, vuole sapere che la sua vita non è stata inutile. Beth, la figlia, è alla disperata ricerca di una redenzione, che nessuno le potrà mai dare eccetto lei stessa. Jamie, il figlio avvocato, il risolutore di problemi, vuole strenuamente l’approvazione del padre, ma al contempo si sente tirare dalla parte opposta: vuole essere libero, avere una sua identità. Kayce, il minore, vede il mondo in bianco e nero, insegue ideali inarrivabili a cui nemmeno riesce a dare un nome e mentre lo fa non si rende conto di assomigliare sempre di più all’uomo che disprezza. 

I personaggi secondari non sono da meno, e infatti secondari non è un aggettivo che gli si addice. Non solo con la loro presenza riescono a scoperchiare diversi lati della famiglia Dutton, ma loro stessi costituiscono dei micro-pianeti perfettamente coerenti e finiti. Di certo siamo di fronte a una serie in cui nulla è lasciato al caso.

E il caso non caratterizza nemmeno i paesaggi. Montagne bellissime, pianure sterminate e un cielo che sembra non avere fine. Lo stridore con le vicende messe in scena è lampante e significativo. La famiglia Dutton rischia di perdere tutto questo. Possiedono un paradiso, eppure sembrano tutti imprigionati nel loro personale Purgatorio. 

Quel Paradiso che hanno perduto per primi Adamo ed Eva allora lo è davvero? O forse è solo un’allucinazione collettiva, fatta per dare l’illusione di non trovarsi in un terrificante limbo? Quel Paradiso perduto è mai realmente esistito? Noi esseri umani l’abbiamo mai posseduto?

Yellowstone ci lascia con più domande che risposte, questo è vero. Una cosa però possiamo dirla: Paradiso, Purgatorio, Inferno non esistono finché non siamo noi a crearli. Non possiamo perdere qualcosa che non abbiamo mai avuto. 

Federica Cataldi