1917 – UNA FOTOGRAFIA MOZZAFIATO

Ambientato durante la Prima guerra mondiale, 1917 vede protagonisti George Mackay e Dean-Charles Chapman, affiancati da un cast stellare che comprende Mark Strong, Andrew Scott, Richard Madden, Colin Firth e Benedict Cumberbatch. Non si tratta del classico film che ripercorre gli avvenimenti della Prima guerra mondiale anzi, ci troviamo immersi in una sorta di racconto in cui i protagonisti devono fare i conti con il tempo, riuscire a portare a termine un compito assegnato loro immersi in uno scenario di guerra.

Siamo dentro una trincea nel nord della Francia, la guerra con la Germania è apertissima al punto che sembra concreta l’idea di essere finiti in trappola. Una trappola tesa proprio dai tedeschi, fingendo un ritiro strategico. Trappola tesa ad un battaglione nel quale è presente il fratello di uno dei due protagonisti, Blake, incaricato, insieme al suo compagno Sheffield, di consegnare un messaggio al generale Mackenzie per far interrompere l’attacco. Altissima è la probabilità di imbattersi nel nemico lungo il cammino ma è un ordine al quale Blake non può dire no, altrimenti il fratello morirà. Parte la corsa contro il tempo.

Il regista fa immergere lo spettatore in un paesaggio freddo, grigio, lontano da ogni visione di umanità. La morte predomina sulla vita, distese di campi deserti, migliaia di cadaveri. La regia di Mendes trova un fedele alleato nella fotografia di Deakins, mozzafiato e ricercata in quanto riesce a trasmettere esattamente quell’idea orribile di un realismo crudo legato alla guerra. Lo spettatore, quindi, si troverà ad attraversare e a vivere la morte insieme ai due protagonisti, senza un attimo di pace e continuamente rincorsi, non solo dal nemico tedesco, ma anche da un nuovo nemico: il tempo.

Poco prima della fine assistiamo a due scene “insolite” per un film di guerra. Sheffield, rimasto ormai solo dopo aver perduto il compagno Blake, viene prima inondato da petali di ciliegio che evidenziano il passaggio dall’inverno, in questo caso la guerra, alla primavera infatti subito dopo si imbatte in un battaglione che intonava le note di The Wayfarer Stranger, pezzo classico della tradizione inglese, parla dei dolori di un viandante, che al termine della sua esistenza otterrà, come ricompensa, di rivedere i suoi cari.
Quel battaglione era la sua destinazione, doveva arrivare lì, aveva vinto la battaglia contro il tempo e fermato così l’attacco che avrebbe portato alla morte di migliaia di soldati.

Eleny Paolini