SWEENEY TODD: IL DIABOLICO BARBIERE DI FLEET STREET

Sweeney Todd è un film del 2007 diretto da Tim Burton. L’intera storia viene ripresa dal musical scritto da Stephen Sondheim e Hugh Wheeler nel 1979 e ricorda uno dei serial killer più noti della storia inglese attivo nel quartiere londinese di Whitechapel: Jack lo Squartatore . 

Il regista riesce a combinare recitazione con musical, cinema, teatro. Il film è sangue unito a poesia. Troviamo tutti gli elementi cari al regista di Batman (1989): colori desaturati, personaggi diabolici e, soprattutto, scenografia e costumi degni di una Londra di fine ‘800, dominata dagli spettri. Un altro carattere meritevole è la musica: accompagna i protagonisti della vicenda, dai momenti amorevoli a quelli dove trionfa la violenza più estrema, rendendo l’atmosfera più emotiva ed affascinante. 

La storia ruota attorno alle azioni del barbiere Sweeney Todd, interpretato da Johnny Depp, e del giudice Turpin (Alan Rickman). Tutti e due svolgono azioni terribili e sono vittime e carnefici del loro unico desiderio. Il barbiere è assetato di vendetta e questa cieca rabbia lo porta ad uccidere le persone che davvero lo amano. Il giudice, dall’alto del suo potere, brama la possessione sessuale proprio della figlia del barbiere e questo lo porterà a scontrarsi con il sanguinario Figaro londinese. Sweeney Todd è un protagonista completamente estraniato ed emarginato dalla società e dall’equilibrio psichico assai precario il cui carattere mite del passato viene “assassinato” dalla voglia di vendetta: il sangue prende il posto delle lacrime e l’unica soddisfazione è quella di provocare negli altri lo stesso dolore che ha patito lui. Nonostante l’abitudine dei protagonisti ad interpretare ruoli spesso eccentrici, ambigui e demoniaci, qui la loro crudeltà si unisce alla magica poesia del canto che li rende più umani. Una figura chiave è inoltre quella di Mrs. Lovett, interpretata da Helena Bonham Carter, innamorata del barbiere e complice di tutti i suoi omicidi. Il suo ruolo è spietato e feroce al pari di Sweeney.

Il film offre un bello spunto, già parecchio noto, sulla psicologia dei personaggi di Tim Burton, inscenati come instabili e al limite tra il cortese ed il selvaggio (l’uomo contrapposto al mostro). L’aspetto fiabesco dark persiste per tutto il film ed il finale è inaspettato: vede infatti Sweeney Todd accettare il suo fallimento non come assassino ma come uomo, marito e padre. Anche la società è fortemente svalutata e il luogo dove più di tutti dovrebbe trionfare la giustizia (il tribunale) è un locus amoenus completamente ribaltato dove regna il maligno e l’ignoto.

Sweeney Todd è un film diverso rispetto ad altri di Tim Burton perché è completamente assente il consueto “canto alla vita”: difatti la speranza è, anch’essa, sgozzata dal rasoio affilato di Sweeney e tutti i sentimenti positivi come l’amore o la generosità camminano lentamente lungo lo stesso viale, che li porta verso ad una inesorabile sorte: la morte.

Sonia Segreto