DOCTOR SLEEP: RITORNO ALL’OVERLOOK HOTEL

Danny Torrance e la sua luccicanza sono tornati e sembrano aver trovato un modo per sconfiggere i fantasmi del passato. Perché allora li ritroviamo all’Overlook Hotel?

Con Doctor Sleep, Mark Flanagan ci consegna 152 minuti di puro horror, riuscendo nell’intento di mediare tra il romanzo di Stephen King e le aspettative di un seguito allo Shining di Kubrick.

Dopo anni passati a reprimere la sua luccicanza con l’abuso di alcol e droghe, Danny Torrance (Ewan McGregor) decide di dare una svolta alla sua vita. Salta su un autobus per il New Hampshire, inizia a frequentare un gruppo di sostegno per alcolisti e trova in una casa di riposo dove potrà utilizzare il suo dono per aiutare gli anziani ad affrontare le loro ultime ore. Proprio questa sua particolarità gli farà guadagnare il nome di Doctor Sleep.

Il destino però ha in serbo un altro compito per la sua luccicanza: egli si troverà ad affrontare delle potenti creature che vanno alla ricerca di persone dotate dello shining per nutrirsi del loro “vapore”. Il protagonista dovrà aiutare la giovanissima ma potente Abra (Kyliegh Curran) a sconfiggere Rose The Hat (Rebecca Ferguson), crudele leader di queste creature sovrannaturali. E per farlo dovrà rispolverare vecchi ricordi, ritornando all’Overlook Hotel e affrontando i fantasmi del passato che da un lato gli saranno utili, dall’altro invece lo minacceranno di nuovo.

Se siete dei lettori di Stephen King, avrete forse notato che spesso l’evoluzione dei personaggi è leggermente sacrificata a favore di storie mozzafiato e trame perfette. Nel Doctor Sleep di Flanagan, invece, vediamo una vera e propria trasformazione del carattere di Danny, che decide di non nascondersi più e finalmente abbraccia il suo dono. Fondamentale in questo processo di accettazione è proprio il personaggio di Abra: lungi dall’essere una vittima, la ragazzina si dimostra coraggiosa, consapevole e pronta a scatenare tutta la sua potenza per combattere il male.

Tra atmosfere cupe e qualche inquadratura alla Stanley Kubrick, il film scorre in maniera coerente, rendendo giustizia e gettando finalmente una nuova luce sul personaggio di Danny Torrance.

Lucrezia Savino